lunedì 19 giugno 2023
TREPINDANGA tappa dolomitica al castello di Andraz
lunedì 5 giugno 2023
LE BELLE VIE: DIMAI-EOTWOS ALLA TOFANA DI ROZES, DOLOMITI AMPEZZANE
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A.Bettoli tra i due anfiteatri |
L'esposizione a sud e la bellezza della montagna sulla quale si svolge, insieme alla complicatezza del percorso, fanno di questa via una delle classiche delle Alpi tutte e scalatori da tutto il mondo ne stringono ogni estate gli appigli.
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L'inizio del traverso. Inverno 2023 |
Se scalate sul quarto grado "alpino" e avete una buona resistenza, perché la via è lunga un migliaio di metri, dovrebbe rappresentare il vostro sogno alpinistico al pari del Cervino, solo per fare un esempio facilmente comprensibile e di impegno analogo.
La via si sale in giornata partendo dal Rifugio Dibona da dove l'attacco dista circa 45 minuti di cammino. La discesa avviene lungo la via normale: un sentiero con qualche passaggio di primo grado. Lungo la via l'arrampicata è quantomai varia ma sempre entusiasmante per la varietà appunto, di ambienti e paesaggi circostanti che cambiano sempre. Non manca un'affilata cresta finale per raggiungere la vetta a 3244m.
QUI TROVATE LA SCHEDA TECNICA DELLA VIA
Per organizzare l'ascensione della via con 1/2 alpinisti potete contattarmi con un po' di anticipo al recapito che trovate qui in alto a destra.
La via si può percorrere anche in inverno nelle giornate di sole con condizioni ideali di innevamento con un impegno complessivo decisamente maggiore rispetto all'estate.
venerdì 21 aprile 2023
UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DALLO STRANO NOME, Ma...
TREPINDANGA
storie e immagini
Le montagne sono solo lo sfondo
In slang lunfardo-argentino si definisce
trepindanga un breve tratto di rocce da superare lungo un sentiero su cui si
cammina. La trepindanga prevede anche l’uso delle mani ed è un ostacolo da
superare se si vuole andare avanti. A volte fa paura. Se si affronta
un’avventura si incontrerà anche la trepindanga perché non tutto sarà
prevedibile come certi vorrebbero.
Non c’è avventura se qualcosa non va storta e la
trepindanga altro non è che la metafora degli ostacoli che la vita ci presenta
anche quando non vaghiamo per passione (per me anche per professione) tra i
monti.
Quando mi sono messo lì per selezionare le foto
per questa mostra ho visionato in circa 2 mesi quasi 18.000 diapositive con
l’intenzione di tirare fuori una serie di immagini di alpinismo: dalle Dolomiti dove vivo, a varie montagne
sparse per il mondo. Mentre rifacevo questo viaggio, perché è stato così, sono nati in me molti dubbi e addirittura ho
pensato per un momento durato qualche giorno, che non avrei fatto nessuna
mostra. Mi sono detto invece che avrei scelto quegli scatti che mi ricordavano
qualcosa di ormai perduto ma che nella mia memoria avevano lasciato un segno
profondo.
Ugualmente le foto erano tantissime ma mi imposi
di fare una selezione ferrea riducendo il numero sempre più e drasticamente. Mi
sono anche detto che tra le foto scartate probabilmente c’erano gli scatti
migliori, ma migliori per chi?
Una sera, scorrendo delle immagini di un famoso
fotografo francese nel silenzio di casa mia, ho colto le parole di un pittore
spagnolo che commentava puntigliosamente quelle fotografie. La sostanza era che
chi osserva una foto è come un voyeur che fa parte di un quadro in cui c’è lui
stesso mentre osserva la foto e quindi siamo tutti dentro quella foto che fa
parte di un quadro.
Quindi la mia scelta, vi piaccia o no, è stata
fatta grazie a questa ispirazione e anche lo sguardo del mio gatto mi ha
convinto che fosse quella la giusta via.
Le mie foto sono spesso state riprese mentre facevo il mio lavoro di guida alpina, sulle montagne anche di paesi lontani, che per essere raggiunte prevedevano il percorrere varie situazioni che con la montagna nulla avevano a che fare. Spesso lo scatto partiva dalla coda dell’occhio più che da una composizione dell’immagine ponderata. Mi piace definirle come il risultato di un frettoloso reportage.
Riportata alla vita, la Trepindanga, è un ostacolo da superare ma anche un diversivo che si alterna alla monotonia di una normale camminata.
Nelle mie foto, riguardandone molte scattate diversi anni addietro, ho trovato questa analogia attraverso le diverse situazioni che ritraggono. Quindi, dovendone fare una selezione partita da qualche migliaio di diapositive, ho cercato di scegliere, sicuramente non riuscendovi al cento per cento, quelle che mi riportassero a situazioni particolari nell’ambito di un viaggio, una scalata o una visita a persone e luoghi a caso. Sempre che il caso esista poi davvero.
Mi sono aiutato con delle didascalie per portare ulteriormente l’osservatore nell’atmosfera evocata da ogni immagine e per contestualizzarne la posizione nel tempo e nello spazio. Anche se sono convinto che una foto ti dica qualcosa di bene o di male con un semplice colpo d’occhio.
VI ASPETTO!
Marcello Cominetti, (Genova 1961) alpinista, viaggiatore e guida alpina di professione si appassiona alla fotografia grazie allo zio paterno Giuseppe che lo introduce al bianco e nero e alla camera oscura. Nel 1984 lascia Genova per Corvara, nelle Dolomiti, dove vive tutt'ora. La sua casa è stata lungamente il "porto" da cui progettare viaggi, trekking e spedizioni sulle montagne del mondo. Di indole analogica, non è su nessun social (a parte il suo sito internet) e dedica tutto il suo tempo alle attività nella natura, tanto per lavoro quanto per passione.
Musicista di strada, ha scritto e fotografato per:
ALP, Rivista della Montagna, Meridiani, Panorama Travel, Gran Gourmet, National Geographic, The Himalayan, Chaltén Hoy, Gognablog, Planetmountain. Freerider, Pareti.
mercoledì 15 febbraio 2023
SCIALPINISMO A CRETA 16-20 MARZO 2023 1500€/pers. + volo.
Dovuto al fatto che sull'isola di Creta c'è attualmente moltissima neve, metto questa proposta last minute.
La neve ormai è diventata una cosa da prendere quando c'è, dove c'è.
Le discese sono decisamente di ottima qualità e anche il semplice stare sull'isola è molto gradevole a causa dell'ospitalità dei suoi abitanti e dei suoi paesaggi di grande bellezza. Infine, il cibo locale per la sua eccellente qualità, vale la pena di richiedere una permanenza a Creta per il puro piacere di gustarlo!
venerdì 20 gennaio 2023
ICE CLIMBING - CASCATE GHIACCIATE
Adrenalina ph.M.Garbin
*La zona intorno a casa, nel cuore delle Dolomiti tra Marmolada, Tofane, Sella e Civetta, consente di raggiungere facilmente e in pochi minuti di automobile alcuni dei paradisi dolomitici dell'Ice Climbing.
-Sas Dlacia probabilmente la migliore palestra di ghiaccio delle Dolomiti.
La cascata più vicina a casa è Adrenalina, che vedo dalla finestra, trovandosi proprio su lato opposto della valle. Una colata poco frequentata di rara bellezza.
Altre "perle" in zona sono:
Insomma, le possibilità sono veramente tante che qui non posso elencarle tutte.
Restano validi i programmi 2023 di ghiaccio e scialpinismo con corsi e uscite giornaliere e/o di più giorni.
Il mio socio Franz verso la cima del Cerro Torre in Patagonia |
Contact
info@marcellocominetti.com +393277105289 (tel e whatsapp)
domenica 20 novembre 2022
INVERNO da SKIRATTA 2023 Scialpinismo, Ice Climbing, Ciaspe. REGALA ESPERIENZE
clicca per vedere tutte le proposte

Alto Dolpo-Nepal |
giovedì 9 giugno 2022
Quel che manca del 2022
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Cima Cervino/Matterhorn 4474m. |
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Alba sul Fitz Roy, Patagonia |
Non mancheranno anche una traversata sullo Hielo Patagonico Sur a Dicembre e il solito periodo di scalate e trek in Patagonia tra fine anno e Gennaio 2023.
A presto!
lunedì 6 dicembre 2021
INVERNO 2023 CON SCI, CIASPE E PICCOZZE. PROGRAMMA SKIRATTA!
Le proposte che ho spiritosamente riunito sotto il nome di PROGRAMMA SKIRATTA 2023 sono tutte a base di fatica perché si fanno esclusivamente con le proprie forze senza ricorrere a nessun mezzo meccanico. Non piaceranno a tutti, lo so, ma io mi rivolgo agli appassionati perché so che ci sono e so anche che in molti lo diventeranno. Scialpinisti, ghiacciatori e ciaspolatori d'ogni ordine e grado, qui c'è pane per i vostri denti!
Valida in tutta Europa per sport, lavoro e agonismo dal costo di 22€/anno.
Verso Monte Castello-Fanes. Foto Arch. Rif. La Varella |
Valun Blanc-Fanes Cima Dieci e Nove sullo sfondo Foto Arch. Rif. La Varella |
giovedì 4 novembre 2021
PROGRAMMA SKIRATTA a new life on the snow
STAY TUNED... fai PLAY sul minivideo per vedere di cosa si tratta.
CLICCA PER ACCEDERE AL PROGRAMMA SKIRATTA 2022 COMPLETO
mercoledì 7 aprile 2021
2021 IL PRIMO INVERNO DI QUEST'ANNO e IL PRIVILEGIO DELL' EMARGINAZIONE
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uscendo dalla val setus (sella) |
Il 21 Dicembre dell’anno precedente inizia l’inverno se sei già oltre il 31 di quello stesso mese di quello stesso anno. Solo 10 giorni se ne stanno nell’anno scorso ma inizia a fare freddo a Novembre e il freddo autunnale è il più penetrante perché l’aria è umida. Dicembre e Gennaio sono quelli del gelo, dal sole basso e fugace, sulla neve che scricchiola sotto le scarpe anche a sud.
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alpago (f. marco garbin) |
In quella ci insinuiamo con i nostri sci, per salire e
scendere dalle montagne. Un sottile gioco del calcolo di esposizione, orario,
pendenza e della nostra velocità, complica piacevolmente le cose. Lo
scialpinismo, attività alpinistica primaverile per eccellenza, è l’
interpretazione di una natura in veloce metamorfosi giornaliera. Se la si sa
interpretare si può parlare di una certa sicurezza nel percorrere le montagne,
perché le valanghe se ne stanno ferme nel gelo e semmai si mettono in moto
nelle ore più calde. Nel freddo dell’inverno nessuno sa con la stessa esattezza
cosa succede all’interno del manto nevoso. Non si può mai essere sicuri di un
bel niente.
Il più grande dei pericoli della montagna innevata si può in primavera gestire
con regole elementari, ma che non sono così semplici. Contraddizioni apparenti
che rendono questa attività molto artistica e piacevole, a patto di essersi
preparati a fondo e considerare come pilastri i segnali che la natura stessa ci
invia continuamente, lasciando in secondo luogo ogni altro impegno con la vita,
perché in montagna con gli sci bisogna vivere, non morire. Già, ma cosa
significa tutto ciò?
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monte sief-col di lana (f. michele barbiero) |
Una guida alpina normalmente deve gestire un’escursione mediando tra capacità e gusti del cliente, ora a cui l’hotel serve la colazione, distanza eventuale in auto da percorrere, tempi di preparazione pre-partenza, dimestichezza con l’attrezzatura e umore di quest’ultimo. E nel frattempo là fuori e lassù la neve fonde, gela, slitta, si contorce nei movimenti della distruzione del cristallo influenzati da milioni di fattori di cui noi “esperti” ne conosciamo si e no una decina. Ce n’è di strada da fare, anche oggi con l’aiuto della tecnologia, ma ancor più davanti alle punte dei nostri sci, nella costante tensione dell’agire, riuscire, soddisfarsi, impegnarsi quanto si può e tornare a valle incolumi e magari col sorriso.
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verso la tofana di rozes (f. marco garbin) |
Tutto questo, così come l’ho descritto, non è accaduto
quest’inverno, il primo del 2021. Il motivo è stato quello della mancanza di
lavoro da guida. Ma ogni cosa ha un risvolto positivo, anzi, sovente più d’uno.
Le montagne senza gente, la tanta neve di questa stagione e gli amici.
Si, gli amici. I miei sono quasi tutti guide come me o comunque sono persone
che non hanno un lavoro di routine e quindi possono gestirsi il tempo in
funzione di quanto ho detto prima, nella fattispecie, nei confronti della neve.
Quindi sono state innumerevoli le gite sci alpinistiche fatte tra amici come
raramente accadeva e con la possibilità di farlo praticamente ogni giorno di
bel tempo. E’ così piacevole che mi verrebbe da sperare che non si torni più
alla normalità di prima del Covid, ma pensando a tutto quello che questa
pandemia comporta di negativo, in fondo, e per rispetto a chi soffre più di me,
mi auguro che questa situazione finisca. Però ci ha dato modo di poterci
frequentare a fondo e pure di fare una selezione, creando piccoli nuclei di
gente che va d’accordo anche se le discussioni animate non mancano mai.
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giorgio manica su stratos -sas dlacia/val badia |
Tutte le volte che incontravo un collega era perché si
andava in versi opposti e quindi, con il cliente che freme per proseguire,
avevi poco tempo per scambiarti quei pareri che poi sono le informazioni più
importanti sulle condizioni della montagna. Sembra una nenia ogni volta:
com’era la neve? C’era ghiaccio? A che ora siete scesi? Si riesce a passare da
lì? Quest’anno il ruscello è sotto la neve? E via così.
Le guide alpine si scambiano continuamente questi feedback allo scopo di
sapere. Sapere sempre di più sul proprio posto di lavoro come dei normali
lavoratori.
Ora queste discussioni hanno tempo di farsi e di elaborarsi con la giusta calma
e questo fa bene ai nostri animi.
Ringrazio i miei compagni di gita di questo primo inverno del 2021, sperando di
non dimenticarne qualcuno:
Marco, Michele, Isabel, Tommaso, Nicola, Clemente, Arturo, Sandra, Marta, Deborah, Toni, Nadia, Luca G., Giorgio, Luca, Markino, Giovanni, Arianna, Paddy, Kurt, Franz, Marco P., Nicola C., Drago Gagarin, Enrico, Silvia, Norbert, Checco T.
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castelletto di tofana (f. marco garbin) |
Ci siamo! Gli impianti di risalita stavolta non hanno
chiuso, bensì non hanno mai aperto. Sono facce della stessa medaglia. Per
questo diverse. In molti hanno scoperto cose che mai avrebbero pensato
esistessero. Nel bene e nel male. Il mio punto di vita privilegiato tra Civetta,
Sella, Tofane e Marmolada mi fa sentire che indietro non si torna, almeno per
alcuni.
Oserei dire per molti.
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ramponi in tinta con la giacca su: spada di damocle-colfosco/val badia (f. michele barbiero) |
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ghiaccio cosmico sui miei pantaloni |
Non voglio con queste mie parole deridere albergatori, impiantisti e negozianti ma semmai accentuare quello che adesso è davanti agli occhi di tutti, ovvero che il turismo di montagna può sopravvivere decrescendo e ristabilendo un ordine naturale che si era perso da decenni. Le riconversioni non saranno impossibili e molto probabilmente saranno obbligate. Cerco ovviamente di vedere quello che di buono ha portato la pandemia sulle montagne dal punto di vista morale. Sono conscio che ci sono tutte le implicazioni negative, ma contro quelle possiamo fare ben poco.
E non me la prendo neppure con il Governo, come invece fanno in tanti, perché è facile criticare stando seduti al bar, quando resta aperto.
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patentesi sarda, clemente a monte oddeu |
Cento anni fa la “spagnola” si diffondeva nelle trincee
della Grande Guerra uccidendo talvolta più dei cannoni e della follia dei
generali seduti in poltrona intenti a spostare confini sulle mappe. In qualche
modo l’umanità ce l’ha fatta ed è riuscita persino ad organizzarsi un’altra
guerra, neppure troppo tempo dopo.
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parentesi sarda, viaggio stupendo in treno da Pto.Torres a Olbia |
Dalle mie parti nelle trincee della prima guerra mondiale ci hanno costruito le piste da sci. Nelle stagioni con poca neve basta spostarsi di poco da una pista battuta per scorgere un filo spinato o un trave di larice inchiodato spuntare dalle rocce. Che contrasto, mi sono sempre detto, quando vedo gli sciatori nei loro vestiti sgargianti e dentro le loro protezioni, dal casco alle armature paracolpi varie, aggirarsi intontiti dalla forza di gravità superata tramite una macchina, laddove un secolo fa ci si uccideva l’un l’altro vestiti di lana e impestati dai pidocchi.
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michele barbiero nella galleria di guerra nella cima fanis di mezzo |
Forse l’uomo, da buon predatore, deve sempre sentirsi in odore di attacco e quindi deve anche difendersi. Ultimamente l’atmosfera sulle piste era un po’ così. Ma no, non voglio condannare un sistema bianco e sci- volatore nel quale ho sguazzato anch’io in qualche modo. Mica vorrei vedere tutti fuoripista o con le pelli di foca. Mio padre, a questo proposito e frenando il mio entusiasmo, mi ha sempre ricordato che è una fortuna che gli appassionati di montagna non siano poi così tanti, sennò sai che casino che ci sarebbe!?
Mi rendo conto di essere privilegiato perché vivo sul limitare del bosco in cui posso andare sempre e poi sopra ci sono le montagne, quelle ripide e rocciose, dove posso non sentirmi prigioniero dei dpcm e dove non incontro nessuno o quasi.
In questa stagione ho ritrovato gli amici ai quali non potevo dedicare il tempo che avrei voluto perché dovevo lavorare e riposarmi. E lo stesso è per loro.
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sala compressori sullivan nella galleria di guerra del castelletto |
La neve è abbondante e la stagione dello sci durerà ancora mesi, fino ad accavallarsi con quella dell’arrampicata.
Ce ne stiamo quassù dove non ci sono cinema, musei e teatri, che in città ora sono chiusi, a guardare e vivere la natura, senza sforzi che non siano quelli necessari a fare salire gli sci con sotto le pelli di foca. Per poi ritornare sulle nostre tracce quando si scende. Certo che siamo proprio degli stupidi. O no?!
Le foto proseguono:
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pausa sarda, viaggio in treno da P.Torres a Olbia |
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paura su alfredo alfredo a monte oddeu |
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pausa sarda, de andrè vive |
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michele barbiero sulla cengia di guerra veronesi-fanis |
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michele barbiero giù dalla forc. del lago-fanis/scotoni |
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tofana di rozes da cima fanis di mezzo |
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discesa dalla cima fanis di mezzo |
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sotto il castelletto di tofana |
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campionessa e tofana di rozes (f.michele barbiero) |
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incerto mattino (cit. alessandro gogna) |
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Salve Piemonte (f. daniele magnini) |
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checco tremolada su la varella/val badia |
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norbert frenademez sopra casa (la varella/val badia) |
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gita familiare a monte castello: arturo, sandra, Isabel e marta arrancano |
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mio figlio tommaso e il suo cane drago gagarin nel vallon bianco |
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mia figlia Isabel mi segue lungo l'alpe di fanes grande/val badia |
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giù da la varella west (f.checco tremolada) |
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marta giù dal bosco di monte sief a pochi metri da casa |
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franz salvaterra sanguina sulla cima brenta |
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via che non c'è (var.di destra) a cima brenta (f. franz salvaterra) |
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col mio socio giovane franz salvaterra sulla cima brenta |
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con michele barbiero |
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verso forc.nord di croda rossa d'ampezzo, val de montejela |
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con norbert frenademetz verso la varella (f. michele barbiero) |
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mia figlia Isabel sulla scala del minighel in tofana (val travenanzes) |
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la sostenibile leggerezza dello scialpinista, val franzedas/marmolada |
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Sandra e Isabel si distraggono al cospetto della tofana di rozes/monte castello |
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giù dalla cima loschiusuoi (f., toni bettella) |
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con michele barbiero e marco garbin sulla cima del taè/val di fanes |
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Croda Negra. f. Michele Barbiero |
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Croda Negra, canale nord sotto la cima f. Michele Barbiero |
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Sas de Duram, Checco Tremolada fotografato da Marco Garbin |
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Canale di Forc. Grande di Fanis f. D.Compagnoni |
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l'Averau dalla Croda Negra f. Michele Barbiero |
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Vento nel Vallone di Antruiles |
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Tofana di Rozes |
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Le Tofane dalla Tofana di Rozes |
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Michele, Norbert e Deborah giù dal Sas de Duram |
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Michele Barbiero in Marmolada |
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Tofana di Rozes di nuovo, con Marta |
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Marta giù dalla Tofana di Rozes |
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con Marta su per la Tofana di Rozes |