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| Marco Fanchini Gesubambino e Marcello Cominetti 1983 |
Escursione ad anello lungo uno dei percorsi Dolciniani che durante il medioevo vedevano gli eretici fuggire dall'Inquisizione rifugiandosi sulle montagne. I sentieri, a tratti lastricati, che si percorrono costituiscono i due punti di passaggio tra la Valle di Gressoney e la Val Sesia, al cospetto del massiccio del Monterosa.
Non è un'escursione, anche se si cammina per diverse ore tra vallate alpine selvagge, ma un viaggio per incontrare un amico.
Nell'Ottobre 1982 a Bormio eravamo in molti ai tre giorni di selezione per accedere al corso di guida alpina. Eravamo tutti giovani alpinisti motivati a fare della montagna la nostra professione. Per amore per l'avventura e anche per scommessa con se stessi e con chi ci diceva che di guida non si vive.
Credo che i più sentivano l'alpinismo come una ragione di vita, forse l'unica. Tra questi c'era un certo Marco Fanchini di Dagnente, un paesino affacciato sul Lago Maggiore poco sopra la bella cittadina di Arona, famoso per la statua del San Carlone, che ispirò la costruzione della statua della Libertà di New York e perché oggi ospita la tomba (profanata) di Mike Bongiorno. Questo per inquadrare Dagnente, non Marco.
Perché inquadrare Marco era ed è impossibile.
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| Polenta e Amarone al Buzzo |
Superate le selezioni iniziarono i corsi. Duri, durissimi, ma ci piacevano e ci divertivamo. Nascevano e si cementavano amicizie, perché fatica e rischio, quando non ci si lascia la pelle, fanno sentire immortali (come nel libro di Manolo) e si vuole fare sempre di più. Quella era la nostra vita. L'aria celestiale del Lupo del Monterosa, così era soprannominato Marco, me lo fece chiamare Gesubambino, nome che lo consacrò alla storia delle guide alpine, dell'alpinismo e della follia. Non lucida follia, ma follia e basta. Infatti ci divertivamo come matti a scalare, sciare (scialpinismo e fuoripista, non sulle piste, eh) con sempre un pizzico di originalità. Non eravamo degli scavezzacollo, anche perché facevamo le guide, ma ci sentivamo come Superman e Batman. Nessuno e nulla ci poteva fermare! Tra di noi ci chiamavamo Gastòn e René, in memoria dei nostri idoli Gastòn Rebuffat e René Desmaison.
Non eravamo dei fenomeni ma aprivamo vie (questa una delle più significative) e ripetevamo quelle allora più difficili, sul Bianco, Rosa, in Dolomiti, sull'Eiger, ecc, cimentandoci anche nei concatenamenti di più vie in velocità (qui un racconto). Con Marco partii per la mia prima spedizione in Patagonia nel 1988.
Alla base del nostro vagabondare c'era una certa dose d'irriverenza verso la cosiddetta vita normale, ma ci divertivamo così tanto che mai ci ponemmo il problema di fare diversamente. I matti ci sembravano quelli che aspiravano a un lavoro per far soldi ma senza, o quasi, libertà, magari vivendo a Milano. A noi piacevano la fatica e la natura, non un ufficio tra i palazzi.
Vabbè, se vi raccontassi ancora di Marco e me non la finirei più.
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| Marco Fanchini Gesubambino |
Ovviamente in quegli anni le nostre vite si incrociarono con quelle di molte persone. Amori (alcuni impossibili), montagne, amici e pure brutta gente si susseguirono come in ogni vita vissuta ad alto tasso di emozioni. Nacquero storie che divennero leggende, che quando le racconto capisco dalle facce di chi le ascolta che sembrano bugie, ma Marco un giorno partì per l'India e fece un lungo viaggio dai risvolti molteplici, senza esclusione di colpi. Anzi, pieno di colpi! Belli e brutti, lievi e forti. Pensavamo che fosse morto, ma dopo anni riapparve come se fosse partito il giorno prima. Nelle nostre vite erano successe cose, ma quando hai vissuto insieme certe emozioni, non puoi più dimenticartele e l'amicizia resta come una sorta di fratellanza. Per celebrarla aprimmo una via nel Massiccio del Sella chiamandola The Dark Side of The Men.
Questo pellegrinaggio è per andare a trovare Marco (Gesubambino) nell'alpeggio in cui ha vissuto per anni come un eremita con le sue vacche e i suoi mirtilli, per vedere un bel posto e per ricordare cosa accadde.
Siete benvenuti se conoscete Marco, se volete conoscerlo, ma non se volete fare solo una gita a piedi. C'è dell'altro.
La gita in breve
Alpe Buzzo, Val Vogna
Impegno: normali sentieri d'alta montagna. Itinerario per escursionisti mediamente allenati che affrontino senza problemi un migliaio di metri di dislivello di salita in giornata.
Ritrovo: il 14 Giugno 2026 a Gressoney S. Jean (AO) 1385m. presso Parcheggio in piazza Beck Peccoz (qui info) alle ore 8.00.
Il sentiero per l'Ospizio Sottile parte subito ripido nel bosco ma la sua pendenza diminuisce con l'aprirsi del paesaggio che offre viste sul Monte Rosa, Monte Bianco e Cervino. Presso il rifugio Ospizio Sottile a 2532m (ca. 3 ore e mezza di cammino) si può fare una sosta ristoratrice. Comunque è bene portarsi qualcosa da mangiare nello zaino. Si prosegue scendendo verso la Val Vogna fino ai 1718m. dell'Alpe Buzzo dove alloggeremo nella casa di Marco utilizzando il nostro sacco a pelo.
Cena e prima colazione saranno consumate qui e sono comprese.
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| Yurta tibetana al Buzzo |
Il giorno dopo: si sale al Passo del Maccagno 2493m. in ca. 3 ore, attraverso diversi alpeggi costellati di laghi azzurri e rocce montonate, sempre su buon sentiero. Dal passo si scende al sottostante altipiano lunare molto panoramico, dove passa l'Alta Via Valle d'Aosta numero 1, che riporta sul versante di Gressoney che si raggiunge passando per il bellissimo e caratteristico alpeggio/agriturismo di Bléckéné dove sicuramente vale la pena fare una sosta. La discesa prosegue fino a Loomatten, frazione a un paio di km da Gressoney. Giunti al parcheggio di Gressoney l'escursione è terminata. Dal Passo del Maccagno la discesa dura ca 3.30 ore.
Nei link trovate foto, cartine e tante info con tempi e dislivelli.
Quota di partecipazione: 240€/persona. Min. 6 persone.
(Con almeno 8 persone: 190€. Con almeno 10 persone: 170€.)
La quota comprende
Guida Alpina e sue spese, mezza pensione in baita presso l'Alpe Buzzo.
La quota non comprende
Bibite (a parte l'acqua), spostamenti per raggiungere il luogo di partenza e/o per variazioni di percorso, tutto quello non compreso alla voce precedente.
Nota
I pasti all'Alpe Buzzo sono vegetariani e vengono preparati con ingredienti genuini prodotti da Marco agricoltore e mugnaio (le sue farine sono richieste in mezzo mondo o forse in tutto) in Riva Valdobbia.
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| Giovanni Fanchini e Tommaso Cominetti al Passo Valparola diretti in bici a Goa (India), Novembre 2023. |
Cosa portarsi
Normale dotazione da escursionismo: calzature collaudate (alte o basse), zaino 30-40 lt., borraccia, pila frontale, giacca a vento impermeabile.
Sacco a pelo medio (300-500 gr. di imbottitura)
Cibo energetico da escursione, sali da aggiungere all'acqua.
Per sapere di più su ALPE BUZZO e Marco Fanchini Gesubambino, e su Marco e altro per farvi un'idea. Racconti e tante belle foto!
Info/Iscrizioni (entro il 18 Aprile, i posti sono limitati): 3277105289 whatsapp/tel




