LE PIU' BELLE VIE FERRATE DELLE DOLOMITI 25-30AGO 2026, 1080€/pers. con 4 partecipanti.

 5 VIE FERRATE NEL CUORE DELLE DOLOMITI PIU' SUGGESTIVE, SULLE TRACCE DEI SOLDATI CHE LE ATTREZZARONO DURANTE LA GRANDE GUERRA.

Le vie Ferrate nacquero per esigenze militari nelle Dolomiti durante la Prima Guerra Mondiale, anche se qualche anno prima si erano attrezzati con cavi e scale alcuni itinerari su roccia.

Negli anni '60 il percorrere le Vie Ferrate divenne una moda che portò gli escursionisti ad inerpicarsi lungo un qualcosa che non è alpinismo propriamente detto ma lo possiamo considerare come escursionismo "tecnico" impegnativo. Per salire una Via Ferrata non occorre essere scalatori ma semplicemente avere buona resistenza fisica generale ed essere incuriositi da quella dimensione verticale che dal sentiero porta a un livello più alto dell'andare in montagna.
Ovviamente anche le Vie Ferrate hanno impegno diverso e in questa mia proposta ho cercato di coniugarne una certa gradualità, visto che se ne percorre una al giorno, unitamente all'importanza storica e  culturale che le Vie Ferrate hanno avuto nel tempo. Dalla Grande Guerra ai giorni nostri.
Nonostante il titolo è difficile stilare una graduatoria di bellezza delle Vie Ferrate, ma state pur certi che quelle che seguono sono sicuramente tra le più remunerative da percorrere, sia dal lato estetico che da quello tecnico e paesaggistico.
La base che propongo è casa mia, ubicata nel centro delle Dolomiti Orientali a pochissimi minuti d'auto da ogni Via Ferrata proposta. Si alloggia in appartamento con 8 posti letto (2 bagni) e ci si prepara la prima colazione autonomamente ogni mattina.
A pranzo si mangia "al sacco" e a cena abbiamo una convenzione con un ottimo ristorante sotto casa per recuperare adeguatamente le calorie spese durante il giorno.

La proposta è adatta a chi abbia già percorso Vie Ferrate almeno di Difficoltà Media e sia in possesso di una buona forma fisica generale. Pur non essendo una proposta "estrema" è bene ricordare che non si tratta di un corso per principianti! Se avete dubbi su questo aspetto, non esitate a chiamarmi per parlarne.
In ogni caso la guida alpina, oltre a garantire la sicurezza della cordata, avrà l'accortezza di suggerire ogni particolare tecnico utile migliorare la prestazione dei partecipanti insieme alla godibilità degli itinerari.


PROGRAMMA GIORNALIERO (possono esserci variazioni per cause meteo, logistiche e dei partecipanti)

1G. Incontro in Località Corte nel Comune di Livinallongo (BL). Verrà inviata posizione via Whatsapp. Entro le ore 18.30. Sistemazione e cena libera.

2G. In auto si raggiunge Passo Falzarego (ca. 20 min.) dove ci porteremo alla base del Col Dei Bos 2559m. per percorrere la Ferrata degli Alpini. Questo facile itinerario permette di "ingranare" e affiatare il gruppo. Il percorso, oggi ottimamente attrezzato, è considerato un classico ed era stato in parte attrezzato dagli italiani durante la guerra '15-18', tanto da mostrare ancora oggi evidenti tracce storiche sul terreno da farlo considerare un vero museo a cielo aperto. La discesa avviene lungo un ripido sentiero di guerra che riporta alla piana tra Torri Falzarego e Col dei Bos dove si trovano le rovine di un ospedale militare.

3G. Portandoci a Passo Campolongo (stessa distanza in auto del giorno precedente) saliamo fino al Rif. Kostner attraverso il sentiero panoramico dei Bec de Roces, nei cui pressi inizia la Ferrata che porta alla cima del Piz da Lec 2911m. Questa Ferrata, poco più impegnativa di quella del primo giorno, è stata costruita per motivi "turistici" ed è molto bella e divertente. Sarà l'unica che percorreremo di questo genere anche perché vorrei raccontarvi la storia dello sviluppo turistico di queste valli e non potremmo perderci una puntata nel Gruppo di Sella, peraltro luogo di bellezza incomparabile celebrato in milioni di fotografie.

4G. La lunga Cresta del Padon che culmina con la cima Mesola 2711m. si trova proprio davanti a casa e costituisce la dorsale che separa l'alta Val Cordevole (o di Livinallongo o Fodom) dal bacino settentrionale della Marmolada (il tutto è visibile mentre sarete sdraiati a letto a casa mia). Durante la Grande Guerra aveva una grande importanza strategica e per questo venne fortificata e abitata dai soldati. Proprio lungo queste fortificazioni si svolge la cosiddetta Ferrata delle Trincee, a mio giudizio: uno degli itinerari attrezzati più spettacolari delle Dolomiti.
L'inizio si raggiunge dal colle di Porta Vescovo, raggiungibile in funivia da Arabba (6km da casa) e il rientro avviene lungo un facile sentiero affacciato sul Lago di Fedaia.

5G. Raggiunto Passo Falzarego in auto e la cima del Piccolo Lagazuoi con la funivia, percorreremo un sentiero a tratti scavato nella roccia, che domina l'Alpe di Lagazuoi, fino alla forcella tra il Lagazuoi Nord e la Cima Fanis Sud, dove ha inizio la stupenda Ferrata Cesco Tomaselli. Conosciuta per la sostenutezza della sua arrampicata, in realtà è stata recentemente attrezzata in maniera da renderla più facile di come era una volta. Durante la guerra portava a un osservatorio che dominava tutto il gruppo delle Tofane e lungo la ferrata stessa si trovano ancora vecchie scale e ancoraggi risalenti a più di cent'anni fa. Si tratta comunque di una via impegnativa, ma la sua ubicazione e le vedute che offre, valgono ben qualche "vertigine". Il rientro avviene lungo un'altra via Ferrata sul versante settentrionale dell'appuntita Torre Fanis Sud e lungo ripidi ghiaioni dalla Selletta Fanis alla Forcella Gasser Depot, dove si trova una serie di caverne scavate nella roccia dai militari austro-ungarici. Senza risalire alla cima del Piccolo Lagazuoi si scende direttamente al Passo Falzarego dopo una giornata intensa.

6G. Nel crescendo di emozioni che garantisce una serie di giornate come quelle passate, non può mancare l'ascensione a una delle cime più imponenti delle Dolomiti e sicuramente delle Alpi tutte, ovvero la Tofana di Rozes, o Tofana Prima di 3225m. Questa montagna secondo me incarna l'immagine della bellezza e dell'inaccessibilità al pari del Cerro Torre in Patagonia. Montagne che al solo guardarle si rabbrividisce per la loro estetica ineguagliabile mista al desiderio di posare i nostri piedi sulla loro cima. Ma non spaventatevi la Tofana di Rozes è molto più accessibile del suo "cugino" patagonico e presenta una delle Vie Ferrate (oltre a numerose altre vie di ogni difficoltà e lunghezza) più "commoventi" delle Dolomiti. La Via si chiama Giovanni Lipella e non presenta mai passaggi particolarmente difficili ma ha una lunghezza considerevole per cui l'impegno globale non è da poco. Ottimamente attrezzata dai miei colleghi ampezzani, presenta anche una via d'uscita a circa metà sviluppo che consente di "uscire" dalla parete con un normale sentiero all'altezza della Cima delle Tre Dita, anche questo tracciato durante la guerra, a chi non se la sentisse di proseguire fino alla vetta.
Non prendetemi per fissato con la guerra, ma da queste parti ci sono così tante testimonianze di quell'evento nefasto che non potevo non appassionarmi a una storia così assurda e ricca di dettagli umani e politici di cui è intrisa la terra dove vivo.
La discesa avviene lungo la Via Normale e passa per il Rif. Giussani prima di raggiungere il Rif. Dibona dove avevamo lasciato l'auto. Da casa al Rif. Dibona ci vogliono ca. 40min. di macchina.
La Via, nella sua prima parte, risale la galleria elicoidale del Castelletto di Tofana, quindi, come anche lungo la Ferrata delle Trincee, serve una lampada frontale.
Nel pomeriggio di questa giornata finiscono i miei servizi lasciandovi il tempo di rientrare a casa.


Di tutte le Vie Ferrate proposte trovate descrizioni dettagliate nel sito www.ferrate365.it. Ciò nonostante mi permetto di non essere d'accordo con certe valutazioni delle difficoltà e dei tempi di percorrenza perché si nota chiaramente che chi ha stilato le relazioni ha percorso una sola volta l'itinerario descritto. La mia valutazione, se vi interesserà conoscerla nei dettagli, è frutto di decine e decine di volte in cui ho percorso queste vie, accompagnando ogni volta persone diverse, e quindi è molto più obiettiva e affidabile. Questo significa che può differire sia verso l'alto che verso il basso da quelle scritte nel sito in questione, che comunque rappresenta un valido  modo per informarsi sulle Vie Ferrate che tratta.


QUOTA di PARTECIPAZIONE a persona (con MAX 4 partecipanti per guida): Vedere Titolo.
Per quotazioni con numero inferiore di partecipanti chiedere info e costi.

E' regola delle locali Compagnie/Gruppi delle Guide Alpine accompagnare non più di 4 persone sulle Vie Ferrate. In caso di partecipanti superiori alle 4 persone e meno di 8 si ricorrerà a una seconda guida alpina con adeguamento della quota di partecipazione.

Prendere visione delle Condizioni di Partecipazione.




LA QUOTA COMPRENDE

-Guida Alpina locale esperta dei posti
-Attrezzatura (Kit Ferrata omologato) in prestito per chi non lo avesse, ma di solito chi fa le ferrate lo possiede.
-Sistemazione in appartamento in camera doppia/singola con prima colazione.


LA QUOTA NON COMPRENDE

-Il pranzo e la cena
-Impianti di risalita (dove necessari)
-Spese extra eventuali per variazioni sul programma
-Tutto quello non descritto alla voce precedente.

Servono uno zainetto da giornata, giacca a vento impermeabile, i guanti da ferrata sono facoltativi così come i bastoncini per camminare, lampada frontale, calzature (basse o alte ma meglio le prime) da trekking/approach (vedere qui modello ideale, è solo un esempio) collaudate, pantaloni lunghi, berretto, guanti, cappello da sole, borraccia.


Info e iscrizioni. info@marcellocominetti.com  +39 3277105289

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