Sulle tracce di soldati e cacciatori lungo itinerari magnifici per escursionisti, con tratti attrezzati
La definizione di Sentiero Attrezzato è spesso fuorviante perché in molti l'associano a percorsi esposti e pericolosi solo per alpinisti esperti. Non trattandosi neppure di Vie Ferrate, perché non si sviluppano su pareti verticali o quasi come quest'ultime, offrono tratti su cui si cammina ma che per la loro esposizione richiedono l'uso delle mani lungo cavi d'acciaio a mo' di corrimano. L'uso dell'imbragatura (kit Ferrata) non è obbligatorio ma consigliato. La guida ha sempre con sé una corda, ma fondamentalmente si cammina facendo un po' di quello che i britannici chiamano "scrambling", termine che da noi ha solo richiami motociclistici.
Insomma se siete degli escursionisti che frequentate regolarmente sentieri e volete salire di un piccolo gradino oltre l'impegno "tecnico" che vi incuriosisce, i sentieri attrezzati fanno per voi. Quelli che qui propongo sono attrezzati in maniera sicura e li conosco molto bene per averli percorsi decine e decine di volte, accompagnando escursionisti d'ogni tipo ed età.
Anticamente usati da cacciatori di camosci o dai soldati durante la Grande Guerra, i sentieri attrezzati delle Dolomiti hanno fatto la storia dell'escursionismo e consentono di raggiungere, anche facilmente, luoghi magici estremamente suggestivi.
La base che propongo è casa mia, ubicata nel centro delle Dolomiti Orientali a pochissimi minuti d'auto dagli itinerari proposti. Si alloggia in appartamento con 8 posti letto (2 bagni) e ci si prepara la prima colazione autonomamente ogni mattina.
A pranzo si mangia "al sacco" e a cena abbiamo una convenzione con un ottimo ristorante sotto casa per recuperare adeguatamente e con gusto le calorie spese durante il giorno.
Proposta dedicata a escursionisti in buona forma fisica disposti ad affrontare tratti esposti ma ottimamente assicurati da infissi in loco.
Pur non essendo una proposta "estrema" è bene ricordare che non si tratta di un corso per principianti! Se avete dubbi su questo aspetto, non esitate a chiamarmi per parlarne.
In ogni caso la guida alpina, oltre a garantire la sicurezza del gruppo/cordata, avrà l'accortezza di suggerire ogni particolare tecnico utile migliorare la prestazione dei partecipanti insieme alla godibilità degli itinerari.
PROGRAMMA GIORNALIERO (possono esserci variazioni per cause meteo, logistiche e dei partecipanti)
1G. Incontro in Località Corte nel Comune di Livinallongo (BL). Verrà inviata posizione via Whatsapp. Entro le ore 18.30. Sistemazione e cena libera.
2G. In auto si raggiunge Passo Valparola (ca. 20 min.) dove ci porteremo alla base del Piccolo Lagazuoi 2752m. per percorrere il Sentiero dei Kaiserjaeger. Questo facile itinerario permette di "ingranare" e affiatare il gruppo. Il percorso, oggi ottimamente attrezzato, è considerato un classico ed era stato attrezzato dagli austriaci durante la guerra '15-18' per accedere alle postazioni italiane della Cengia Martini, tanto da mostrare ancora oggi evidenti tracce storiche sul terreno da farlo considerare un vero museo a cielo aperto. La discesa avviene lungo un sentiero di guerra ad anello che attraversa l'Alpe di Lagazuoi e scavalca la Forcella Salares.
3G. Oggi faremo un'oretta di macchina per arrivare sulle rive del lago di Landro, tra i paesi di Cortina e Dobbiaco.
Dalla riva settentrionale del lago parte il sentiero dei pionieri, tracciato dagli austriaci durante la guerra per risalire il versante nord del Monte Piano dove erano annidati gli italiani. L'apparente inacessibilità di questo versante è stata domata dalla perizia dei genieri d'oltralpe e il sentiero è percorribile con le "mani in tasca" fin quasi al suo termine, dove una scalinata intagliata nella roccia obbliga a tenersi a un corrimano d'acciaio. La stazione della teleferica letteralmente incastonata nella parete rocciosa a strapiombo e corredata di terrazzamenti di cemento armato è un qualcosa di stupefacente. L'altipiano di vetta si apre con una vista superba sulle Tre Cime di Lavaredo e su tutte le Dolomiti di Sesto. Superata la forcella dei Castrati si imbocca il sentiero degli italiani (detto dei turisti, ma di turistico ha ben poco...) che con svariati saliscendi attrezzati con scale e cavi riporta a valle. Una gita superba e commovente per le testimonianze di guerra!
4G. Con poca strada siamo in Val Badia, nella frazione di Costamolin ai piedi del Sass Dla Crusc, una barriera rocciosa di dolomia perfetta, dove si svolgono vie di arrampicata celebri nel mondo, anche perché ben due itinerari sono stati tracciati negli anni '60 nientemeno che da Reinhold Messner. Ma non preoccupatevi, perché tra la parete si insinuano dei terrazzi orizzontali, detti cenge, su cui si cammina come su un marciapiede. Ovviamente ci sono dei bei cavi d'acciaio a cui assicurarsi ma il percorso non è difficile ed è di una spettacolarità unica. Raggiunta la cima del Ciaval (punto culminante del Sass Dla Crusc o Sasso della Croce 2907m) si attraversa una parte dell'altipiano di Fanes e poi si scende per il bel sentiero della Val Medesc che riporta all'auto dopo una giornata tutt'altro che breve ma ricca di bellezze indimenticabili.
5G. Dal Passo Campolongo (15 min d'auto da Corte) si sale al Rif. Kostner attraverso lo spettacolare sentiero, a tratti attrezzato, dei Bec de Roces, con vista sulla Marmolada e il suo ghiacciaio. Proprio davanti al rifugio si imbocca una valletta dove un sentiero con cavi risale a zig zag il ripido versante est del Piz Boè 3156m, la nostra meta odierna. Giunti a un altipiano lunare si imbocca la cresta rocciosa detta Lichtenfelsenweg che con passaggi semplici ma aerei porta alla cima più alta del Gruppo di Sella. La discesa avviene lungo il sentiero della Roa dei Pigolerz da cui si raggiunge il rifugio Kostner al Vallon giusto in tempo per una birra!
6G. Mi rendo conto che sto scrivendo di luoghi dai nomi poco noti anche se si trovano in località molto famose. E' il problema dell'esprimersi con terminologia locale che spesso differisce da quella turistica, creata un po' per imbambolare certi visitatori creduloni. Io non la uso. Ecco, uno di questi posti è la Cima Vallon Bianco 2688m, posto di vedetta e di artiglieria austro-ungarico affacciato sulle Tofane. Credo che sulle Alpi tutte non vi sia un luogo che susciti tanta meraviglia e stupore per le opere di guerra che ne coronano la cima! La salita avviene per un alpeggio verde che tosto diviene una stretta mulattiera con muretti a secco che poi si trasforma in un camminamento scavato nella roccia a suon di mine, con ponti, parapetti e gallerie attraverso cui si transita relativamente facilmente, se si considera il luogo in cui ci si trova. Insomma, ho voluto lasciare per ultimo questo itinerario perché lo considero una perla dell'escursionismo, che saprà, ne sono certo, stralunare di bellezza tutti quelli che lo percorreranno.
Lo stesso itinerario percorso in discesa porta alla Malga Fanes, dove ci concediamo i canederli più buoni di tutto l'Alto Adige, che da queste parti si chiama Suedtirol!
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| Trincee sul Monte Piana e le 3 Cime sullo sfondo |
QUOTA di PARTECIPAZIONE a persona (con 5 partecipanti per guida): Vedere Titolo.
Per quotazioni con numero inferiore di partecipanti chiedere info e costi.
Prendere visione delle Condizioni di Partecipazione.
LA QUOTA COMPRENDE
-Guida Alpina locale esperta dei posti
-Attrezzatura (Kit Ferrata omologato) in prestito per chi non lo avesse.
-Sistemazione in appartamento in camera doppia/singola con prima colazione.
LA QUOTA NON COMPRENDE
-Il pranzo e la cena
-Impianti di risalita (se necessari)
-Spese extra eventuali per variazioni sul programma
-Tutto quello non descritto alla voce precedente.
Servono uno zainetto da giornata, giacca a vento impermeabile, i guanti da ferrata sono facoltativi così come i bastoncini per camminare, lampada frontale, calzature (basse o alte ma meglio le prime) da trekking/approach (vedere qui modello ideale, è solo un esempio) collaudate, pantaloni lunghi, berretto, guanti, cappello da sole, borraccia.
Info e iscrizioni. info@marcellocominetti.com +39 3277105289


