GRAZIE a: PATAGONIA - SCARPA - FERRINO - SIMOND
Attività in montagna invernali ed estive, viaggi, spedizioni, sci, alpinismo, arrampicata, trekking, hiking, ciaspe, ice climbing in: Dolomiti, Alpi, Himalaya, Karakorum, Ande, Patagonia, Africa, Groenlandia, Norvegia, Alaska, Mediterraneo, Medio Oriente
giovedì 25 settembre 2014
SERATE PATAGONICHE A SAVONA E A TORINO 8 ottobre e 25 novembre
INOLTRE il giorno 25 novembre farò una serata simile in quel di TORINO presso ilMuseo della Montagna. Dettagli nel post più avanti.
domenica 3 agosto 2014
SCALATE e ARRAMPICATA Sportiva in DOLOMITI e OFFERTE SPECIALI SCALATA di Settembre
![]() |
| Alba su Sella e Sassolungo. Ph. Silvia Grillo |
-VIE NORMALI ALLE CIME PIù FAMOSE
-VIE FERRATE
-VIE SPORTIVE E MONOTIRI
-CORSI ARRAMPICATA
info@marcellocominetti.com
+39.327.7105289
| Marmolada Via Don Quixote VI+ |
Proposta forfait 4°grado
-Spigolo Sud del Sas de Stria
-Via del Buco al Picc. Lagazuoi
-Via Maria al Sas Pordoi
-Spigolo Comici alla Torre Picc. Falzarego
con 1 o 2 alpinisti: €800
| Gr. Sella, falesia Lago Boè (dal 4c al 6a) |
-Spigolo Alverà al Col dei Bos
-Via Dibona alla Torre Grande Falzarego
| Marco Grigis su Compay Segundo |
-Via Myriam alle 5 Torri
con 1 o 2 alpinisti: 900€
Proposta Forfait Grado 6a
-Via Compay Segundo al Coston d'Averau
-Sole e Metallo al Settsass
-Sogni di Gloria al Picc. Lagazuoi
-Re Artù ai Lastoni di Formin/Mondeval
con 1 o 2 alpinisti: 1000€
Note: le 3 offerte hanno un prezzo speciale solamente se accettate come sono proposte. Diversamente ogni singola via ha il costo stabilito dal tariffario ufficiale.
Le offerte hanno validità dal 29 agosto al 10 ottobre 2014
| -ALPINE & SPORT CLIMBING -NORMAL ROUTES to the MOST FAMOUS SUMMITS -VIA FERRATA -CLIMBING SCHOOL | |||
| Tofana di Rozes Via Dimai-Eotwos (IV+) |
| Pelmo, "Passo del gatto" sulla cengia di Ball |
| Tofana di Rozes, Via Normale INTERESSANTI FORFAIT per PIU' USCITE INTERESTING COMBINATION for MORE TRIPS |
lunedì 21 luglio 2014
C'era una volta Passo Sella
Luglio 2014,
lo so, lo so che invecchiando affiora sempre più la nostalgia degli anni passati e di com'erano certe cose prima, ma non resisto a denunciare una società complice del proprio degrado della quale non mi sento assolutamente di far parte. Siete liberi di non leggere oltre. E proprio per questo so che andrete avanti.
Passo Sella nelle Dolomiti ha rappresentato per me un luogo magico e di sogno quando lo raggiungevo nella notte dopo ore di viaggio, a volte in Vespa, da Genova negli anni ('70 e primi '80) in cui vivevo là.
Ci si accampava nelle vicinanze della cabinovia del Sassolungo in maniera naturale, tra la tendopoli che affollava lo spiazzo vicino alla strada, e il giorno seguente c'erano tutt'attorno le montagne per scalare e i prati per oziare beatamente.
Il campeggio libero non era solo tollerato ma semplicemente un atto dovuto agli alpinisti perchè ancora si ricordava che erano stati LORO a far scoprire le Dolomiti al mondo!
Oggi a Passo Sella tutto è cambiato. Solo la vecchia cabinovia del Sassolungo è rimasta la stessa a fare da testimone di un epoca che non c'è più, prima di essere sostituita sicuramente da un impianto potentissimo che soddisfi le esigenze della propaganda politica UNESCO.
Pochi giorni fa un ragazzo giovane che lavora al nuovo parcheggio a pagamento del nuovo "Rifugio pentastellato" (?) mi ha guardato molto meravigliato quando gli ho chiesto se poteva indicarmi un posto dove lasciare l'auto senza pagare. "Ma sono solo 5 euro" mi ha detto stupito dalla mia domanda.
Io ho detto che non avrei MAI pagato per lasciare la mia auto lì a costo di parcheggiarla in un luogo distante e farmi a piedi il tragitto.
Una coda di automobilisti dai SUV bianchi con cagnolino Dudù e moglie annoiata all'interno aspettava scocciata che lasciassi libero l'ingresso del parcheggio e la smettessi di parlare con il giovane custode. Infatti poco dopo me ne sono andato ed ho trovato un posto per l'auto neppure troppo distante.
Nel ripercorrere quei pochi metri a piedi vedevo il Passo dall'alto e stentavo a riconscere il vecchio piazzale dove campeggiavano gli alpinisti provenienti da mezzo mondo a bordo di vecchi pullmini, auto di fortuna e qualche moto. Tutto era diradato, lento e sudato.
Oggi gli alpinisti hanno pullmini da 80mila euro e vanno in hotel ma molti poi fanno solo le vie di 4° grado che noi evitavamo per principio perché troppo facili.
Mica mi facevo 500 km per salire lo spigolo del Pollice?! Come minimo dovevamo portare a casa 3 o 4 vie di 6° grado al week end, di cui una almeno di sviluppo superiore ai 600m! Che cazzo!
Mi chiedevo, poi più sul serio, che il giovane addetto al parcheggio che non capiva le mie parole aveva davanti tutta una vita nella quale avrebbe potuto ribellarsi a questo sistema impostato solo sul profitto, ma allo stesso tempo sembrava che non avesse nessuna intenzione di farlo e mi dispiaceva per lui.
La coda delle auto paganti si allungava sempre più e il parcheggio presto si era riempito di mezzi e soldoni. Che il proprietario dello spiazzo guadagni pure tutti i soldi che vuole, per carità, ma non avrà mai i miei in cambio delle montagne che vado a godermi, perché sono convinto che la Natura sia di tutti e che vada vissuta estremamente gratis.
Mentre aspettavo il mio compagno di cordata, che ha parcheggiato regolarmente a pagamento senza neppure accorgersene e meravigliandosi che io non volessi piegarmi a tanta assurdità, mi sono sfilati davanti un po' di gitanti profumati da deodoranti terribili (una volta i gitanti odoravano di sano sudore e non di profumi artificiali) che andavano a mangiare il pesce al Rifugio Comici, motociclisti grassi e accaldati dalle loro tute pesanti e nere (che ormai sono i padroni incontrastati di curve e passi), mountainbikers a noleggio con la gopro attaccata ovunque e già collegata a facebook e un signore che indicava ai suoi accompagnanti il Sassolungo chiamandolo Civetta. E poi ditemi come potrei ignorare tanta bruttezza.
lo so, lo so che invecchiando affiora sempre più la nostalgia degli anni passati e di com'erano certe cose prima, ma non resisto a denunciare una società complice del proprio degrado della quale non mi sento assolutamente di far parte. Siete liberi di non leggere oltre. E proprio per questo so che andrete avanti.
| La lentezza è il vero lusso di oggi |
Ci si accampava nelle vicinanze della cabinovia del Sassolungo in maniera naturale, tra la tendopoli che affollava lo spiazzo vicino alla strada, e il giorno seguente c'erano tutt'attorno le montagne per scalare e i prati per oziare beatamente.
Il campeggio libero non era solo tollerato ma semplicemente un atto dovuto agli alpinisti perchè ancora si ricordava che erano stati LORO a far scoprire le Dolomiti al mondo!
Oggi a Passo Sella tutto è cambiato. Solo la vecchia cabinovia del Sassolungo è rimasta la stessa a fare da testimone di un epoca che non c'è più, prima di essere sostituita sicuramente da un impianto potentissimo che soddisfi le esigenze della propaganda politica UNESCO.
Pochi giorni fa un ragazzo giovane che lavora al nuovo parcheggio a pagamento del nuovo "Rifugio pentastellato" (?) mi ha guardato molto meravigliato quando gli ho chiesto se poteva indicarmi un posto dove lasciare l'auto senza pagare. "Ma sono solo 5 euro" mi ha detto stupito dalla mia domanda.
Io ho detto che non avrei MAI pagato per lasciare la mia auto lì a costo di parcheggiarla in un luogo distante e farmi a piedi il tragitto.
Una coda di automobilisti dai SUV bianchi con cagnolino Dudù e moglie annoiata all'interno aspettava scocciata che lasciassi libero l'ingresso del parcheggio e la smettessi di parlare con il giovane custode. Infatti poco dopo me ne sono andato ed ho trovato un posto per l'auto neppure troppo distante.
Nel ripercorrere quei pochi metri a piedi vedevo il Passo dall'alto e stentavo a riconscere il vecchio piazzale dove campeggiavano gli alpinisti provenienti da mezzo mondo a bordo di vecchi pullmini, auto di fortuna e qualche moto. Tutto era diradato, lento e sudato.
Oggi gli alpinisti hanno pullmini da 80mila euro e vanno in hotel ma molti poi fanno solo le vie di 4° grado che noi evitavamo per principio perché troppo facili.
Mica mi facevo 500 km per salire lo spigolo del Pollice?! Come minimo dovevamo portare a casa 3 o 4 vie di 6° grado al week end, di cui una almeno di sviluppo superiore ai 600m! Che cazzo!
Mi chiedevo, poi più sul serio, che il giovane addetto al parcheggio che non capiva le mie parole aveva davanti tutta una vita nella quale avrebbe potuto ribellarsi a questo sistema impostato solo sul profitto, ma allo stesso tempo sembrava che non avesse nessuna intenzione di farlo e mi dispiaceva per lui.
La coda delle auto paganti si allungava sempre più e il parcheggio presto si era riempito di mezzi e soldoni. Che il proprietario dello spiazzo guadagni pure tutti i soldi che vuole, per carità, ma non avrà mai i miei in cambio delle montagne che vado a godermi, perché sono convinto che la Natura sia di tutti e che vada vissuta estremamente gratis.
Mentre aspettavo il mio compagno di cordata, che ha parcheggiato regolarmente a pagamento senza neppure accorgersene e meravigliandosi che io non volessi piegarmi a tanta assurdità, mi sono sfilati davanti un po' di gitanti profumati da deodoranti terribili (una volta i gitanti odoravano di sano sudore e non di profumi artificiali) che andavano a mangiare il pesce al Rifugio Comici, motociclisti grassi e accaldati dalle loro tute pesanti e nere (che ormai sono i padroni incontrastati di curve e passi), mountainbikers a noleggio con la gopro attaccata ovunque e già collegata a facebook e un signore che indicava ai suoi accompagnanti il Sassolungo chiamandolo Civetta. E poi ditemi come potrei ignorare tanta bruttezza.
giovedì 10 luglio 2014
Dolomites Via FERRATA experience by Ben Rowley
sabato 5 luglio 2014
SELVAGGIO BLU la Variante che (quasi) tutti aspettavano!
Nella lingua baunese per indicare un luogo difficile da percorrere, ripido e pericoloso si usa la parola “ledere”, come a indicare le conseguenze di una caduta mentre lo si tenta di attraversare. Un monito, insomma. Un avvertimento da tenere in grande considerazione se si conoscono i pastori di Baunei, abituati da sempre a muoversi su un terreno che più impervio non si può, quando non decisamente verticale e roccioso da sconfinare sicuramente nell'alpinismo che con il pascolo ha ben poco a che vedere.
| Cala Goloritzè e Punta Iltiera viste dal bosco di Ispuligi appena superato |
![]() |
| percorso della variante attrezzata |
| ...che più ledere non si può! |
| Claudio e Marcello durante l'attrezzatura. Sullo sfondo Cala Goloritzé e l'Aguglia |
| Mario sul traverso |
Non nascondo che nell'attrezzare questo passaggio ci siamo posti molti interrogativi di carattere "etico" legati prima di tutto alla condizione unica che gode questo eccezionale territorio dal punto di vista estetico e ambientale, e in secondo luogo all'essenza che il sentiero Selvaggio Blu si è guadagnato negli anni, grazie proprio alle prerogative di poc'anzi. Crediamo di avere fatto un buon lavoro aprendo una possibilità senza offendere nulla e nessuno ma consapevoli del fatto che per preservare totalmente un luogo sarebbe meglio non andarci. Ci auguriamo che i frequentatori futuri siano intelligenti e rispettosi come lo sono quasi sempre stati da queste parti, sicuramente sostenuti e intimoriti da una natura così prepotentemente bella.
Ora “su ledere ‘e Goloritzé” è meno impervio di prima ma resta ben lungi dal potersi considerare un normale sentiero, semplicemente perché non lo è affatto.
Questo percorso si propone come variante all’originale, aprendo la percorrenza del lungo tratto costiero tutto sospeso sul mare di Ispuligi fino ai grottoni che precedono Bacu Mudaloru, in corrispondenza della calata in corda, dove i due itinerari si ricollegano.
Inutile dire che le difficoltà di orientamento e sicurezza, dovute al fatto che questo insieme di sentieri è rarissimamente percorso, non sono per gli inesperti e il tratto attrezzato presuppone la conoscenza delle necessarie tecniche alpinistiche e viene percorso da ognuno a proprio rischio e pericolo.
| Claudio lungo il tratto finale attrezzato |
| Luca in pieno "ledere"... |
| Claudio alla fine dell'esposto traverso |
martedì 1 luglio 2014
ALBERTO NASSETTI un pilota, un alpinista, un amico, un sognatore e molto altro
Con Alberto, che era anche un ottimo fotografo, avevo un'affinità che raramente ho avuto con altre persone che ho accompagnato in montagna, per questo pubblico volentieri il video che suo fratello Filippo ha realizzato.
Per vederlo basta cliccare qui:
martedì 1 aprile 2014
Serata a Genova il 17 giugno sulla PATAGONIA
In collaborazione con l'agenzia milanese KAILAS con cui propongo in Dicembre il viaggio in Patagonia "VUELTA del Cerro TORRE", ci sarà a Genova una serata tutta patagonica in cui mostrerò il video di una traversata sullo Hielo Continental Sur
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