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| Aig.Noire de Peuterey |
Il versante meridionale (o italiano) del Monte Bianco si presenta come più ripido e incombente del suo lato opposto, quello visibile da Chamonix.
Infatti le mie (e non solo) proposte indirizzate anche agli escursionisti si concentrano maggiormente sul lato settentrionale (o francese) per la facilità degli accessi e dei versanti. Questo non significa che in assoluto gli accessi siano tutti facili, perché comunque ci sono, seppure non ripidi, ghiacciai da attraversare e percorsi attrezzati anche solo per raggiungere i rifugi.
Ci sono poche possibilità escursionistiche per addentrarsi nel massiccio dal lato italiano e qui ne presento un paio, riassunte in 3 giornate di attività, intense e tecnicamente varie.
Sono adatte a chi ha già salito qualche via ferrata di media difficoltà e permettono di accedere a luoghi impervi che si trovano al cospetto di ghiacciai e enormi pareti di granito di versanti come quello di Freney e delle Grandes Jorasses.
1° giorno: ritrovo a Courmayeur alle ore 8. Imboccata la Val Ferret con la navetta che parte da Entreves si arriva in località Planpincieux 1600m. dove inizia il sentiero per il Rif. Boccalatte-Piolti alle Jorasses a 2800m. Il percorso è in parte attrezzato con corde, cavi e scale. Al ritorno si ripercorre lo stesso itinerario.
Pernottamento in comodissima baita in località Chapy. Cena libera.
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| Rif. Boccalatte |
2° giorno: si raggiunge in 15 min. d'auto il Camping La Sorgente (Peuterey) in Val Veny 1870m. Da qui, una ripida via ben attrezzata porta al Rif. Borelli 2270m. nella grande conca del Fateuil des Allemanes che risaliamo per intero. Dirigendoci verso l'inizio della cresta sud dell'Aiguille Noire si indovina poco più a sinistra l'intaglio del Col des Chasseurs che si risale con altra via attrezzata fino a 2741m. L'ambiente circostante è di quelli grandiosi con vista sui piloni del Freney e l'Aiguille Blanche. Superato il colle si scende verso il sottostante e tormentato ghiacciaio di Freney sempre lungo una via attrezzata con cavi. Il riscaldamento globale consente di costeggiare la parte inferiore del ghiacciaio camminando su morene per raggiungere la ferrata che risale brevemente al Rif Monzino 2590m. dove pernottiamo.
3° giorno: la discesa a Peuterey avviene lungo la via Ferrata Garda, bene attrezzata e con vari punti caratteristici e viste notevoli sulle cime circostanti, ci riporta al fondo della Val Veny dove avevamo lasciato l'auto. Solitamente questa giornata non termina tardi in modo da dare ai partecipanti il tempo di raggiungere casa.
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| Ferrata al biv. Borelli |
Cosa portare
Kit ferrata, zaino min. 30 L, calzature da trekking collaudate (alte o basse), guscio goretex, lampada frontale, sacco a pelo (solo per la notte in baita), cibo per pranzo del primo giorno, borraccia (non serve grande perché si trova acqua potabile lungo le escursioni).
La quota include (vedi titolo)
Guida alpina, 1 notte in baita a Chapy/Courmayeur, 1 notte (mezza pensione) al Rif. Monzino.
La quota NON include
Viaggio per e da Courmayeur, pasti eccetto al rif. Monzino, spostamenti vari ed eventuali in caso di modifica al programma.
Richiedere quotazione con numero di partecipanti inferiore ai 4. Possibile anche con una sola persona.
Info e iscrizioni +39.3277105289 info@marcellocominetti.com


