NEPAL, TREKKING del ROLWALING, 29APR-17MAG 2027, 3950€/pers. min.6 partecipanti

 

Magica atmosfera a Dolakha lungo il trek del Rolwaling (Ph. C.Delisi)

Il Rolwaling Himal è la catena di montagne racchiusa tra il Dudh Kosi (il fiume del Khumbu, la valle dell'Everest) a est e il Bhote Kosi che scende dal Tibet a ovest. Pur non essendoci 8000 la regione comprende il Menlungtse (7181 m) e il Gauri Shankar (7134 m) più una vasta scelta di belle cime di 6000 m. La valle, affluente del Bhote Kosi, ha uno sviluppo ovest/est, a Nord confina con il Tibet ed è dominata dalla mole del Gauri Shankar mentre il Menlungtse è un po’ più arretrato e per vederlo bisogna salire fino al Menlung La (5510 m) sopra a Beding. Ad est è chiusa dalla massa del Bigphera Go (6700 m) e del Tengi Ragi Tau (6900 m) ai piedi dei quali si sviluppa il ghiacciaio Drolam Bau. Caratteristico della alta valle è lo Tsho Rolpa, lago a 4500 m le cui acque sono trattenute da un esile diga naturale di origine morenica.

In questa zona confluiscono il vallone che da sud scende dallo Yalung La (5300 m) e che dà accesso al Ramdung e da nord il ghiacciaio Ripimo dominato dalla belle linee del Chobutse (6690 m). Entrambe forniscono spunti per interessanti deviazioni  dal percorso di fondo valle, belle per i panorami che offrono e utili per l’acclimatazione.

Tra il Tengi Ragi Tau ed il Parchamo si apre, sul lato orientale del Drolam Bau il Tesi Lapcha (5700 m), passo che mette in comunicazione con Thame e le valli del Khumbu. Passo tenuto in rispettosa considerazione da tutti i trekkers ma che i locali attraversano abitualmente in scarpe da ginnastica.


Da un punto di vista umano la valle è abitata da una sparuta comunità Sherpa che ha il suo centro a Beding (3690m). Contrariamente ai vicini del Khumbu gli Sherpa del Rolwaling hanno fama di essere ostici e di aver creato non pochi problemi in passato ai gruppi di passaggio. In realtà ogni buona agenzia nepalese di trekking è in grado di fornire al gruppo un “sirdar” (guida sherpa) in grado di trattare agevolmente con i locali.

E’ nel 1951, durante il sopralluogo al versante Nepalese dell’Everest, che avviene la prima esplorazione del Rolwaling. In quell’occasione Eric Shipton ebbe a scrivere sul Times: “Questo modo di andare in montagna, l’esplorazione di picchi sconosciuti, ghiacciai e valli, il trovare e percorrere nuovi passi che collegano una valle all’altra, è l’occupazione più affascinante che io conosca. La varietà d’esperienze, il mutare costante della scena, il graduale spiegarsi della geografia delle montagne danno una profonda soddisfazione, concedendo una reale comprensione, quasi un senso di personale possesso della regione esplorata”.

La storia delle esplorazioni nella zona, iniziata nel ’51, ha un seguito negli anni successivi sull’onda delle spedizioni inglesi all’Everest e al Cho Oyu. Nel ’52 Shipton, insieme con Alf Gregory e Charles Evans, salito al Tesi Lapcha da Thame fa un tentativo al Parchamo. Pensò fosse più sportivo affrontarlo senza ramponi e così avrebbe potuto essere ma un tratto più ripido lo costrinse a desistere… Non si fermò per questo, continuò l’esplorazione inoltrandosi nel ghiacciaio Drolam Bau che si spinge a nord verso il confine tibetano dove si consolò con una prima ascensione ad una bella cima alla testata della valle. La più intensiva delle spedizioni dell’epoca fu però la “Merseyside Himalyan Expedition” diretta da Alf Gregory nel ’55. Ben diciannove, cime tra cui anche il Parchamo, entrarono nel loro carniere.

Nostante i cinquanta anni passati credo che le parole di Shipton siano quelle che meglio rendono il senso di quest’itinerario. Affascinante per la solitudine, il senso di lontananza e di selvaggio che riesce a dare è sicuramente uno dei trekking più belli che si possano percorrere in Nepal. L’ho percorso un anno fa in compagnia di un gruppetto di appassionati, abbiamo trovato non più di un paio di posti in cui comprare una coca cola, un solo “lodge” degno di tale nome e, in un periodo in cui  a Lukla atterrano venti aerei al giorno, solo altri due gruppetti di trekkers. Gli Sherpa che lo abitano, pochi invero, chiamano il Rolwaling la “tomba” a credito dalla sua posizione sepolta tra ripidi giganti di ghiaccio.  Tale nomignolo non gli fa però onore, non è stata certo la sepoltura la nostra sensazione, anzi. La forza della sua attrattiva sta nelle atmosfere, nei panorami, nella varietà degli scorci e nel senso d’avventura che si può vivere inoltrandosi nel ghiacciaio Drolam Bau e attraversando il Tesi Lapcha. La mancanza di una meta definita, di una cima famosa, di uno specifico polo d’attrazione oltre all’oggettivo impegno richiesto fa si che non si sia imposto come itinerario di massa.  Le sue vicissitudini “burocratiche” inoltre hanno contribuito a frenarne lo “sviluppo”. Per tutti gli anni ottanta, gli anni che hanno visto la crescita esponenziale del turismo nella vicina regione del Khumbu, l’area è rimasta interdetta agli occidentali e tuttora non viene rilasciato il semplice permesso di trekking, per accedervi bisogna aver richiesto il permesso per l’ascensione del Ramdung o del Parchamo.

Consigli pratici

Anche se gode fama di essere il più difficile dei trekking classici nepalesi, sia il ghiacciaio che il passo non presentano difficoltà tali che non siano affrontabili da qualunque collaudato escursionista alpino. Quello che lo rende complessivamente impegnativo è l’isolamento, la difficoltà di avere soccorsi (oggi il soccorso è garantito a pagamento anticipato, come per noi, da elicotteri) e, oltre il lago Tsho Rolpa, la difficoltà di ritirata in caso di maltempo continuato e di abbondanti nevicate.


La sequenza delle tappe che presento più avanti è quella che abbiamo fatto noi al logico scopo di curare l’acclimatazione.  E’ indispensabile, soprattutto dopo Beding non forzare e conservare al massimo le energie e la forma fisica.  Oltre tutto è una zona che merita essere attraversata con calma.

L'Agenzia locale a cui mi affido gode di tutta la mia fiducia di tanti anni di collaborazione e organizzazione di spedizioni e trekking in Himalaya e Karakorum, e possiede una lunga esperienza alle spalle. Avere qualche “grana” nel Khumbu o all’Annapurna rappresenta poco più di una scocciatura. Avere una agenzia non in grado di dare un consistente supporto nel Rolwaling può rivelarsi una cosa seria.
Infine, oltre alla qualità dei servizi sono sicuro perché tutto lo staff che ci segue (sherpas, portatori e aiutanti vari) sono regolarmente assunti, stipendiati ed assicurati, diversamente da come spesso accade con agenzie poco serie che risparmiano su questo importantissimo aspetto.

Si cammina su buoni sentieri e le tappe non sono estenuanti ma prevedono un discreto impegno fisico globale e quindi si tratta di un itinerario adatto a camminatori sperimentati e con buon allenamento. Non serve essere atleti ma è sufficiente essere dei normali appassionati che camminano con lo zaino in spalla nel tempo libero, con passione e costanza. Eventuali dubbi su questo aspetto potrete toglierveli facendo una chiacchierata con il sottoscritto. Non esitate a chiamarmi!

Pausa termale


Ogni giorno ci si sposta a piedi tra minuscoli villaggi abitati portandoci nello zainetto soltanto l’occorrente per la giornata, come vestiti e da bere. Il cibo e il borsone contenente ogni altro effetto personale (sacco a pelo, ricambi, ecc) che ciascun partecipante dovrà avere, si spostano con lo staff locale che segue il gruppo e con cui ci incontriamo al termine di ogni tappa.

Gli avventurosi trasporti locali...


Nonostante si raggiungano i 5700m di quota, questo itinerario prevede un’ascesa molto graduale grazie all’orografia del terreno, dando a tutti la possibilità di acclimatarsi all’alta quota.

Infatti per camminare in quota non servono capacità particolari se non quella di essere sani e conoscere alla perfezione il meccanismo di acclimatamento del corpo umano all’altitudine.
La mia esperienza in tal senso è piuttosto vasta, dopo aver percorso oltre 50 trekking in Himalaya, e, insieme a quella del nostro Sirdar (guida locale e ai suoi collaboratori), dovrebbe rappresentare la migliore garanzia per chi parteciperà.


Come dicevo, lo staff nepalese che utilizzeremo è lo stesso che conosco da decenni e da parte vostra dovranno solo esserci la voglia di camminare per due settimane con un buon spirito di gruppo e di adattamento, nonostante l’accoglienza dei luoghi dove ci fermeremo a pernottare (Case da The-Lodges, ovvero case di abitanti locali piuttosto spartane ma con letti su cui mettere il nostro sacco a pelo e una stufa attorno alla quale scaldarsi la sera) sia davvero ospitale e piacevole.

Il Permesso di trekking, indimenticabile souvenir


Sono sempre stato convinto che ogni amante dell’escursionismo dovrebbe, almeno una volta nella vita, percorrere un trek in Himalaya per entrare in quella dimensione del “viaggio a piedi” lungo le montagne degli Dei che in queste valli trova la sua massima espressione.

Infine non è da meno la visita di Kathmandu e i suoi monumenti, mercati, templi e i suoi vicoli, ma secondo me, quello che maggiormente lascia il segno in questi viaggi è il contatto con le splendide popolazioni locali con cui, durante i trek, si ha modo di interagire giornalmente.

vita da trekker

D’altronde non sarei tornato tante volte in Nepal se non fosse stato per le sue genti oneste e ospitali.
Il Nepal non è una di quelle destinazioni da visitare per smarcarle da un ipotetico elenco, che purtroppo in molti fanno, ma un paese dai mille risvolti che in molti visitano innumerevoli volte scoprendone sempre nuove caratteristiche. E' quello che infatti è successo anche a me molti anni orsono.







PROGRAMMA GIORNALIERO (possono esservi variazioni dovute a condizioni dei partecipanti, del clima e logistiche -voli aerei-, che la guida metterà in atto allo scopo di garantire sempre la massima sicurezza dei partecipanti e il logico svolgersi dell'itinerario).


1° giorno          Partenza dall'Italia con volo di linea. Pasti a bordo.

2° giorno     Arrivo a Kathmandu in mattinata, trasferimento in Hotel e resto della giornata per visite turistiche. Ci si può spostare a piedi perché siamo in centro. 

3° giorno         In jeep: Kathmandu-Chetchet- Simagaon (o Simigaon). Un viaggio stradale lungo e tortuoso che fino a Lamosangu segue la strada che porta in Tibet costeggiando il Sun Khosi. Poi si inerpica decisamente verso est in direzione di Jiri punto di partenza per il trekking del Khumbu. Dagli 800 m del Sun Khosi, scavalcando tre dorsali e superando i 3000 m, si arriva prima a Charikot e poi a Simagaon 1970m. (distretto di Dolakha) per questa intensa giornata.


                

4° giorno           Simagaon - Gyalche 3050 m., 7 h. La valle del Rolwaling precipita con una forra ciclopica nel Bhote Kosi e questa tappa insieme alla precedente aggirano l'ostacolo. Da Simagaon si scavalca uno sperone e si entra a mezza costa nella parte inferiore del Rolwaling vero e proprio, disabitato e coperto di dense foreste. Una lunga costa tra i rododendri, un sentiero a volte distrutto dai corsi d'acqua che obbligano ad acrobatiche manovre, ci portano ad una sorta di stazione di posta del Far West sulla riva del fiume in una spettacolare strozzatura della già stretta valle.          

5° giorno           Gyalche - Beding 3640 m., 7 h. Salendo di quota la valle comincia ad aprirsi, la foresta a diradarsi e lo sguardo comincia a spaziare scoprendo impressionanti vedute del Gauri Shankar. Un tratto alpestre tra conifere e acque spumeggianti precede le praterie d'alta quota in cui attraversiamo i piccoli insediamenti di Nyimare, Ramding e Gyabrug Yersa prima di arrivare a Beding 3721m, il maggior insediamento del Rolwaling.

6° giorno           Beding - giornata di riposo e acclimatazione. Beding è un tipico villaggio sherpa, appoggiato sul costone tra piana del fiume e pendici della montagna, raccolto intorno al suo "gompa" (monastero buddhista) e circondato da muretti a secco che delimitano i piccoli campi di patate. Poche le persone rimaste al villaggio, donne e bambini soprattutto, gli uomini sono fuori con le bestie o con i trekking e le spedizioni. Giornata dedicata all'acclimatazione ottima occasione per lavarsi, scattare foto, far prendere aria ai piedi, ma soprattutto respirare l'aria del posto in senso fisico e metaforico…

7° giorno           Beding 3721m - Na Gaon 4200 m, 3 h Breve tappa che ci porta all'insediamento di Na, una sorta di alpeggio utilizzato stagionalmente in un'area pianeggiante e coronata dalla bastionata del Kang Nachugo (6735 m). Offre una splendida vista che occhieggia verso la bella vetta del Chobutse (6689 m).


8° giorno           Escursione allo Yalung La 5310 m, 5/6 h.  Escursione di acclimatazione verso questo passo sul versante meridionale della valle che oltre ad offrire una splendida opportunità per ammirare panorami grandiosi verso il Ripimo Glacier, il Gauri Shankar ed il Tibet ci migliora l'acclimatazione in vista degli impegnativi giorni a venire.

9° giorno        Na Gaon – Omai Tsho (4800 m) - Tsho Rolpa 4500 m, 5 h.  Tsho Rolpa è un lago glaciale formato da una diga naturale di ghiacciaio e morena. Il continuo sciogliersi dei ghiacci a monte sta creando una situazione di grande pericolo per le valli sottostanti. Per evitare una catastrofica tracimazione delle acque un è in opera un cantiere, con tanto di ruspe e un centinaio di operai, realizzato grazie a un progetto di cooperazione internazionale. Un canale artificiale di deflusso della acqua del lago abbasserà il livello mettendo al sicuro le popolazioni del Rolwaling e del Bhote Kosi. Il cantiere è inoltre l'unico punto di possibile contatto con la "civiltà" in caso di emergenza.  La tappa di per sé sarebbe breve ma un detour panoramico verso l’Omai Tsho (4800 m) sulla morena del Ghiacciaio Ripimo Shar  è un’altra occasione per gironzolare e migliorare l’acclimatazione.

10° giorno        Tsho Rolpa - 1° Campo su morena  di Chyucama a 4800m., 4/5 h. Il vecchio percorso seguiva il bordo settentrionale del lago per raggiungere la confluenza con il Drolambau Glacier, valanghe e frane lo hanno distrutto. Oggi si passa sul versante opposto salendo prima quasi a 4900 m a un singolare balcone sabbioso e per poi rientrare nel ghiacciaio coperto di detriti e dominato dall'imponente bastionata dei Bigphera-Go Occidentale e Orientale (6660 m e 6730 m). Campo in pieno ghiacciaio a monte del lago.


11° giorno        Chyucama - 2° Campo su morena  5250 m, 5/6 h. Uno sperone roccioso delimita a est (verso il Bigphera) il Drolambau alla sua confluenza. lo si raggiunge e si risale - con qualche passaggio "tecnico" e qualche corda fissa per aiutare i portatori - fino al più spettacolare e inquietante di tutti i campi del nostro viaggio. Un nido d'aquila tra rocce montonate, duecento metri sopra il ghiacciaio e in faccia ai seracchi della parete Ovest dei Bigphera-Go.

12° giorno        2° Campo - Tesi Lapcha 5750 m, 4/5 h Saliti sul Drolambau un tratto semi pianeggiante ci porta più in profondità dentro questo vasto ghiacciaio con visioni spettacolari del Tengi Ragi Tau (6943 m), dei Bigphera-Go e del Dragkar-Go (6793 m). Proprio sotto il Tengi Ragi Tau un pendio nevoso dapprima ripido poi più morbido ci porta al passo del Tesi Lapcha. Poco oltre addossato a degli imponenti strapiombi rocciosi è il posto per il campo.

13° giorno        Tesi Lapcha 5750 m. discesa a Thengpo (4320 m) 6/7 h . La discesa verso Thengpo è una lunga marcia in un ambiente di pietraie desolate. Thengpo è invece un piacevole insediamento dominato dalle belle pareti del Teng Kangpoche (6500 m). Giornata lunga e faticosa, ma la perdita di quota permette di recuperare presto le energie spese.

14° giorno        Thengpo - Thame (3800 m) 3 h. Una tappa rilassante che permette, entrati nel Kumbu e nei piaceri della “civiltà”, di visitare il bel monastero e concedersi un pomeriggio di vero relax. Telefono, lodge, coca cola, ristorantini e un relativo benessere diffuso ci permettono di rilassarci finalmente. Thame uno dei più importanti insediamenti sherpa è anche il luogo dove si trova la centrale idroelettrica che fornisce elettricità a tutto l'alto Khumbu.

15° giorno        Thame - Namche Bazar (3400 m) 3/4 h Una lunga passeggiata su un comodo e frequentato sentiero, segnato da alcuni dei più bei "mani" (pietre scolpite) della regione ci portano a Namche Bazaar- la Cortina del Nepal…

16° giorno        Namche Bazar - Lukla (2800 m) - 6 h

17° giorno        Lukla – Kathmandu in aereo. Un decollo dal più ripido aeroporto del mondo e in poco meno di un ora si rientra nella capitale in mattinata e ci si trasferisce all'hotel, lo stesso dell'andata, dove possiamo lasciare in deposito quello che non ci è servito durante il trek. 

18° giorno         Kathamandu, turismo o giornata di riserva in caso di ritardi con i voli da Lukla.

19° giorno        Volo per l'Italia e arrivo in serata. Quasi tutti i voli hanno questo operativo ma dipenderà dal volo scelto. 


Note: 

-Si potranno lasciare bagagli non utilizzati durante il trek presso il nostro hotel di Kathmandu.

-Il VOLO AEREO non è compreso e dovrà essere acquistato autonomamente. Potete richiederci aiuto e informazioni per questa operazione.

Quota di partecipazione e date: vedere titolo.

COSA COMPRENDE LA QUOTA

-Guida alpina esperta del luogo e tutte sue spese.
-Tutti i trasferimenti a terra privati (inclusi da e per aeroporto a Kathmandu) come da programma.
-3 notti in B&B a Kathmandu presso Hotel*** in camera doppia. Sistemazione singola su richiesta.
-Pensione completa durante tutto il trekking: prima colazione, pranzo e cena, escluse bibite.
-Permesso di trekking.
-Tassa Area Naturale Dolakha Rolwaling
-Sirdar/guida locale e portatori (15 kg a testa max)

-Assicurazione, stipendio, vitto e alloggio per  lo staff locale.
-Volo interno Lukla-Kathmandu
-Polizza di recupero e soccorso per partecipanti non iscritti al CAI (I soci CAI potranno richiedere l'estensione della polizza-socio per attività extra-europee)
-Cena culturale a fine trekking.



LA QUOTA NON INCLUDE

-Volo aereo, da acquistarsi autonomamente presso agenzia di fiducia, internet o da agenzia suggerita da    noi.
-Visto d'ingresso in Nepal (costa 30 USD e si fa in arrivo presso l'aeroporto)
-Pasti a Kathmandu.
-Mance al personale locale (è usanza a fine trek dare una piccola somma a ciascun portatore).
-Ingressi a musei, monasteri, spettacoli, ecc.
-Tutto quello non incluso alla voce precedente.

EQUIPAGGIAMENTO DA PORTARE CON SE.
Chiedere consigli in caso di dubbi, specialmente per le calzature.


info@marcellocominetti.com

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