giovedì 1 settembre 2016

PROSSIME PARTENZE 2016-'17

Tommi Cominetti e Manuel Agreiter...
a passeggio sotto il NUPTSE (Nepal, Everest Region)
Clicca sul nome per accedere alla scheda dettagliata

4-10 ottobre
Grecia isola di CRETA trekking E4 da Sfakia a Paleochora con pernottamenti e cene in hotel.
Zaini leggeri e tanta meraviglia mediterranea lungo un sentiero costiero che interseca le gole di Samarià e altri canyons. Spiagge, bagni giornalieri, cibi tipici e tanta ospitalità. 650€+volo.

26ott/1novembre
Sardegna Trekking Selvaggio Blu, ormai un classico che propongo da prima che si chiamasse così, ovvero dal 1984, e che ha superato sempre le aspettative in termini di bellezza e remuneratività di chi lo ha percorso. 750€.

25ott/8nov
Nepal, Trekking al Campo Base dell'Everest con salita escursionistica del Kala Pathar 5650 m. In molti dicono che sui sentieri del Khumbu si fa la coda ma forse non ci sono mai stati. La bellezza e l'interesse culturale che un luogo, inevitabilmente divenuto classico, offre, sono sicuramente ineguagliabili. Quindi se amate il viaggio a piedi e siete curiosi e in buona salute (non servono altre doti) potete partire per uno dei più bei viaggi al mondo che un camminatore possa immaginare. Sinceramente, dopo averlo percorso almeno una trentina di volte, non mi ha mai stufato. Figuriamoci alla prima volta! 2250€+volo.
FINALE FOR NEPAL 23-25 sett. 2016 (ven. 23/9 Il Cerro Torre secondo me, ore 21 c/o Chiostri di S.Caterina a Finalborgo SV e dom. 25 ore 18.30 musica in piazza con i Frozen Rats)

26nov/10dic
Patagonia in Bicicletta. Da El Chaltén a Tres Lagos attraverso il Lago del Desierto (Argentina), Lago O'Higgins-S.Martin, (Cile), Rio Mayer, Carretera Austral e Ruta 40... Un percorso per poco ancora inedito, possibile solo da pochissimi giorni perché è in fase di ultimazione il ponte sul Rio Mayer. Diverrà sicuramente un classico, approfittiamone prima... 2050€.

10-23dic
Patagonia, "Vuelta" sullo Hielo Continental Sur entrando dal Paso Marconi e uscendo in Cile sul Lago O'Higgins-S.Martin. Anche questo è un inedito (per escursionisti piuttosto tosti) che proponiamo (con il mio amico e collega Franz Salvaterra) grazie alla profonda conoscenza dei luoghi maturata in decenni di scalate, esplorazioni e scorribande a vario titolo da quelle parti. 2300€.

1-19gen. 2017
Vuoi tentare la scalata a una cima patagonica? Abbiamo salito con clienti il Cerro Torre, il Fitz Roy (nel 1992!) e molte altre cime limitrofe. Garantiamo solo ESPERIENZA, che in Patagonia è la cosa più importante da avere nello zaino.
Leggi qui le nostre proposte e contattaci per tempo per scoprire che l'altra metà del mondo non è poi così lontana...

Tutti i viaggi all'estero sono organizzati con Tour Operator-Agenzia Viaggi di nostra fiducia e prevedono la stipula di Polizze medico-bagaglio e Annullamento, contattaci anche solo per avere informazioni al riguardo.

Contatto: Marcello Cominetti (Guida Alpina) 
info@marcellocominetti.com tel. 3277105289

giovedì 28 luglio 2016

ALTA VIA GRANDE GUERRA a Settembre e Serata a ARABBA l'11 Agosto


Dal 3 al 10 Settembre propongo
 l'ALTA VIA DELLA GRANDE GUERRA DELLE DOLOMITI 
(1220€/pers. con 5 persone)
I posti sono limitati, le iscrizioni aperte.
(dettagli qui)

DOLOMITE WW1 HAUTE ROUTE 
on September 3-10th. (1220€/pers. with 5 pers.)

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L'11 Agosto vi aspetto a ARABBA (BL) presso la Sala Congressi ore 21
(qui tutti i dettagli e il trailer del film)




mercoledì 6 luglio 2016

IL CERRO TORRE SECONDO ME A CORTINA IN CRODA IL 14 LUGLIO

Cerro Torre is in my mind (1988)
Il 14 luglio 2016 gli organizzatori della rassegna sulla montagna CORTINA IN CRODA di Cortina d'Ampezzo (BL) hanno pensato bene di invitarmi a parlare del Cerro Torre e forse anche d'altro.
Fatto sta che alle 21 sarò lì con il video IL CERRO TORRE SECONDO ME, che racconta della salita lungo la Via dei Ragni sul versante ovest fatta nel dicembre 2014 dal mio collega e amico Franz Salvaterra, me e il nostro forte cliente Max Lucco.

La particolarità non sta nel fatto di avere salito una montagna tanto complicata, quanto l'averlo fatto facendo le guide alpine: il nostro lavoro, la nostra più grande passione.

QUI IL PROGRAMMA della SERATA e altre info

Oltre a ringraziare gli organizzatori, devo farlo anche verso i miei sponsor che mi sostengono senza obblighi pesanti che non gradirei avere:

PATAGONIA
SCARPA
FERRINO
SALICE OCCHIALI
WWW.INPATAGONIA.IT 

siete tutti invitati!

giovedì 23 giugno 2016

venerdì 17 giugno 2016

SON FORESTO, ZIO CAN!


E’ da molto che penso di annotarmi dei pensieri che nel tempo mi si sono ammucchiati in testa in relazione alla mia posizione rispetto alle genti di dove vivo.
Nelle valli alpine dove ho vissuto sono sempre stato considerato un “foresto”. Si sente dall’accento, si vede da come mi vesto e da come penso e faccio. Non ci posso fare nulla.

Vivo in una valle Ladina delle Dolomiti, in provincia di Belluno: Livinallongo e ci sto molto bene.
La cosa non mi ha mai fatto soffrire ma ogni tanto mi ha fatto sentire davvero diverso e dopo tanti anni (più di 30) mi sono fatto una mia idea che, siccome me la sono fatta io stesso, ho cercato di farmela che mi andasse bene.
Foresto nella foresta


“A un can forestiere tutti quegli della contrada abbaiano addosso”
scriveva il Boccaccio e un po’ è vero.
Ma se questa condizione la prendi e la usi a tuo favore puoi starci bene, e per me è così.
Sono nato a Genova, una città davvero aperta in tutti i sensi, in cui ricordo fin da bambino persone di colore o dagli occhi a mandorla parlare il dialetto esattamente come faceva mia nonna, mia madre e le mie zie.
La madre di mia madre era figlia di siculi nata a Genova e parlava il dialetto come tutti gli altri.
Mio nonno paterno era lecchese (ferroviere anarchico e penso che Guccini quando scrisse "La Locomotiva" si ispirò a lui tanto come a Ragosi) e sua moglie, mia nonna: cimbra, una minoranza etnica tedescoide oggi originaria dell’alto Veneto.
Mio nonno materno era di Finale Ligure e io quindi
I miei figli "sudtirolesi" nati da due madri argentine
sono Mediterraneo!
Se le differenze sono ricchezza io sarei ricco sfondato e infatti quello che non ho è quello che non mi manca (cit. F. De Andrè) e sento mio fratello un marocchino come un sudtirolese, ma non ditegli che anche loro sono fratelli perché i secondi non la prenderebbero bene nella maggior parte dei casi.
Sono contento e mi fa sentire bene che essere Mediterranei significhi appartenere a un miscuglio infinito di razze. Liguri, Etruschi, Partenopei, Fenici, Greci, Achei, Albanesi, Montenegrini, Croati, Ingauni, Saraceni, Arabi, Beduini, Magrebini, Egiziani, Mesopotamici, Ispanici, Gallici, Catalani, Sardi, Siculi, Tabarchini, Seuti, Tuareg, Minoici, Turchi, Ciprioti, Ebrei, e sicuramente ho dimenticato molte razze.
Anche io sono tutto questo, non è fantastico?
Ho anche notato che gli altri mediterranei con cui intrattengo relazioni, greci, sardi, napoletani... non mi fanno avvertire la mia differenza. Forse perché assente?!
I puri di razza sono quelli che fanno le guerre per difendere con la forza le loro insicurezze e paure del diverso, del foresto, appunto.
Leggo sul vocabolario che foresto (forestiero) significa straniero, rozzo, che vive nel bosco, isolato, e percepito come lontano e diverso. La foresta in indonesia si chiama Giungla e questa differenza di nome mi aiuta a giungere fino all’oceano Indiano e a disperdere per il globo la mediterraneità che sento di avere dentro. Questa è libertà.
Ho vissuto oltre 20 anni in Sudtirolo o Alto Adige e sono giunto alla conclusione che gli autoctoni siano vittima della loro stessa condizione di privilegiati e che questa abbia generato in loro una grande insicurezza.
Essendo un popolo lavoratore, serio e ricco, tutte caratteristiche positive, intendiamoci, ha la possibilità di comprarsi la sicurezza pagandola profumatamente. Per questo in provincia di Bolzano si vedono solo belle case e belle macchine. E qui non vado oltre, anche perché i miei figli sono tutti sudtirolesi perché nati a Bressanone.
Io sono contento se loro godono di buona salute. Potrebbero essere nati in Messico o in Congo, l’importante è che stiano bene, il colore del passaporto è un dettaglio.

Insomma, voglio dire che nella definizione di “Foresto” mi ci sento a pennello, non mi offende e semmai mi eleva involontariamente a eletto. E io così ci sto bene. Grazie.

lunedì 16 maggio 2016

SCALATE IN DOLOMITI - CLIMBING IN THE DOLOMITES

Arrampicata sportiva e alpinistica in Dolomiti Estate 2016
Quasi n cima al Coston d'Averau...
-Vie classiche di ogni grado
-Vie a spit
-Corsi per imparare
-Vie Ferrate

Sport and alpine climbing in the Dolomites Summer 2016
-Classic routes of any degree
-Sport routes (bolted)
-Climbing school
-Via Ferrata

Guarda il video - Look at the video
https://vimeo.com/151511985
(immagini di proprietà dell'agenzia www.dolomitemountains.com per cui lavoro)


Info e prenotazioni
Booking at
info@marcellocominetti.com tel +39.327.7105289
Via Philipp Flamm-Civetta
Via Don Quixote-Marmolada





lunedì 2 maggio 2016

Informativa per gli utenti della montagna che si affidano al servizio delle guide

INFORMAZIONI UTILI 

PER CHI SI AFFIDA A UNA GUIDA IN OGNI CASO DI FREQUENTAZIONE DI TERRENO ROCCIOSO, INNEVATO, ALPINISTICO, ARRAMPICATORIO, SCIISTICO E/O ESCURSIONISTICO

Di seguito il punto di vista della Legge italiana sull'accompagnamento su terreni naturali


La legge parla chiaro e i tribunali lo confermano:
gli unici professionisti abilitati all'accompagnamento escursionistico in montagna sono formati della Guide Alpine.
MILANO – Lo scorso aprile l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche ha diramato un comunicato stampa a cui le Guide Alpine Italiane non possono rimanere indifferenti, essendo peraltro questo l’ultimo atto di una annosa querelle, che lo scorso settembre pareva essere arrivata al termine. Preso atto che così non è stato e atteso il parere del tribunale di Torino che ha dato torto alle Guide Ambientali Escursionistiche, il Collegio Nazionale delle Guide Alpine ribadisce una volta per tutte che la legge italiana 6/89 stabilisce inequivocabilmente che l’accompagnamento su terreno montano è esclusiva prerogativa delle Guide Alpine e delle figure formate all’interno del Collegio, con formazione quindi e competenze garantite dagli standard internazionali. Un’esclusiva che ha come unico scopo la sicurezza pubblica nell’ambito di un’attività in cui esistono rischi oggettivi.
Partiamo dall’accordo CoNaGAI - AIGAE siglato il 22 settembre 2015 e ratificato tramite lettera di intenti (clicca qui). La lettera chiarisce inequivocabilmente che le Guide AIGAE che volessero operare in montagna debbano rientrare nel Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, ovvero uniformarsi agli standard della figura professionale degli Accompagnatori di Media Montagna, tramite apposite modalità di verifica delle competenze.
L’accordo era stato raggiunto con lo scopo di mettere ordine nell’ambito delle professioni dell’accompagnamento outdoor. Successivamente una nota inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico ad AIGAE ha invitato l’Associazione a precisare l’ambito di svolgimento dell’attività dei suoi iscritti, in modo da evitare sovrapposizioni con la disciplina della professione contenuta nella legge 6 del 1989. La nota metteva in evidenza le criticità legislative relative alla loro professione e tornava a sottolineare la necessità di risolvere il conflitto scaturito dalla coesistenza di diverse leggi che disciplinano il settore: da un lato la legge nazionale, la n.6 del 2 gennaio 1989, che regola la professione di Guida Alpina, degli Accompagnatori di Media Montagna e Guide Vulcanologiche; dall’altro la legge n.4 del 2013 che disciplina l’organizzazione delle libere professioni non organizzate in ordini o collegi e alcune Leggi Regionali che erano intervenute localmente a disciplinare la materia. Tra le varie leggi a oggi esistono ambiti di sovrapposizione, particolarmente in relazione all’accompagnamento escursionistico in montagna e su terreni innevati. La Corte Costituzionale ha confermato un ambito esclusivo di esercizio della professione nelle aree maggiormente caratterizzate dalle bellezze ma anche dai pericoli della montagna, continuando a prevedere per tali aree la competenza esclusiva degli iscritti all’albo delle Guide e degli Accompagnatori, senza possibilità per le rimanenti professioni dell’outdoor di sovrapporsi con le rispettive attività.
CoNaGAI e AIGAE aprivano quindi un tavolo di lavoro per individuare le modalità per far rientrare gli associati AIGAE nel Collegio Nazionale delle Guide Alpine, inquadrandoli appunto all’interno dei Collegi. Il principio individuato dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine, che tuttora apre le porte alle Guide AIGAE, si basa sul riconoscimento dei crediti formativi laddove siano presenti e sulle compensazioni necessarie nelle materie mancanti totalmente o parzialmente.
Nonostante l’accordo, nei mesi successivi AIGAE ha proceduto legalmente e verbalmente contro agli assessorati delle regioni Sicilia e Piemonte, che hanno riconosciuto negli ultimi mesi la figura dell’Accompagnatore di Media Montagna, applicando correttamente la legge nazionale relativa all’accompagnamento in montagna.
Non solo pertanto le proteste di AIGAE si rivelano ingiustificate, mendaci e queste sì anacronistiche, a fronte anche dell’intervento della Corte Costituzionale, ma hanno anche la grave responsabilità di confondere il quadro in merito alle figure professionali di riferimento per l’accompagnamento in montagna, arrecando un danno prima di tutto agli utenti finali. La chiarificazione del quadro generale delle professioni che operano in ambito escursionistico infatti, in particolare in montagna, era stata voluta dal CoNaGAI così come dal Ministero che a tale scopo inviava la lettera ad AIGAE, ai fini della sicurezza e della garanzia della qualità del servizio offerto agli utenti finali, e non per ragioni lobbistiche.

In merito alle limitazioni per l’esercizio della professione degli AMM, non può accettarsi ciò che le Guide Ambientali Escursionistiche sostengono quando dicono che si tratta di una professione molto limitata. Non esistono infatti limiti altitudinali, e l’esercizio della professione può essere consentito ricorrendone le condizioni in tutto il territorio italiano, mentre sono escluse le attività che richiedono l’utilizzo di attrezzatura alpinistica per le quali occorre un iter formativo da Guide Alpine che di certo non rientra nella formazione nemmeno delle GAE. Quanto all’accompagnamento su terreni innevati è questa realmente l’unica limitazione, per la quale è già stato presentato alla Camera dei Deputati un emendamento che mira proprio ad ampliare il raggio di azione degli AMM. Comunque si valuti la legge, finché esiste essa rimane tale, e quindi non un suggerimento, ma un insieme di disposizioni da rispettare, anche per evitare di commettere il reato di esercizio abusivo di una professione protetta. Quando, ci auguriamo presto, l’emendamento troverà esecuzione, gli Accompagnatori nuovi e già titolati, saranno abilitati in una cornice di piena legalità all’accompagnamento sulla neve, non prima però di aver seguito una formazione specifica a riguardo, indispensabile visti i rischi che questo tipo di terreno comporta.

La nuova legge che istituisce la figura dell’Accompagnatore di Media Montagna della Regione Sicilia non solo è dovuta ma è sicuramente anche legittima e, esattamente al contrario di quanto afferma AIGAE, è volta proprio a sostenere l’occupazione prevedendo la formazione di professionisti del trekking in montagna e a favorire il turismo, garantendo all’utente una formazione certificata, seria e di altissimo livello. Ne è conferma quanto avvenuto solo poche settimane fa in Piemonte, dove il tribunale del Tar ha dato torto ad AIGAE che si era espressa contro la legge regionale che istituiva l’Accompagnatore di Media Montagna.

Infine il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane ci tiene a rassicurare le Guide Ambientali Escursionistiche che operano in montagna che saranno in tutti i modi favoriti i processi di confluenza all’interno di CoNaGAI al fine non solo di preservare la continuazione del loro lavoro, ma anzi di poterlo esercitare nel rispetto delle leggi attuali. L’invito ad AIGAE è quelli di smettere di perseguire una strada di scontro e di agevolare invece I propri soci che operano in montagna alla confluenza nel CoNaGAI e quindi nella legalità.
Ufficio stampa Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane
Comunicato stampa n.5 del 19/05/2016
Cesare Cesa Bianchi
Presidente Collegio Nazionale Guide alpine.

LA VOGLIA E LA PASSIONE

  Pedralonga-Baunei Mi sono spesso interrogato su queste due pulsioni che, noi appassionati di montagna abbiamo dentro, dal momento in cui s...