Da pochi giorni è uscito l'ultimo disco dei Pink Floyd che restano al mondo: Nick Mason e David Gilmour. Un disco strano. Frutto di registrazioni scartate da Division Bell e quindi, mi domando, perché ripescate? Il lavoro è dedicato allo scomparso tastierista Rick Wright, che quindi suona in questo album.
La critica e i fan non hanno accolto molto bene questo "record" che io ho ascoltato ieri notte per 6 volte di seguito. Ma credo di avere capito quali intenzioni si celano dietro le semplici note.
Primo, far capire che il sound à la Pink Floyd era quasi esclusivamente creato da Wright.
Secondo, perché no, farci su un po' di soldi. Cosa che personalmente perdono agli autori perché in passato ci hanno dato tanta musica così bella che ci sta pure questa, dai.
Terzo.
Si capisce ascoltando questo disco che chi l'ha ideato sta bene. A 70 anni suonati, con un sacco di figli, mogli amate, passioni soddisfatte, intelligenza e gusto per la vita, non si dispone più di armi affilate per combattere.
I pezzi migliori del vastissimo repertorio floydiano provengono dalle angustie esistenziali di Roger Waters.
L'insicurezza, la mancanza del padre morto in guerra, la moglie traditrice, la madre opprimente, l'amico Syd Barret impazzito e rifiutato e, l'enorme successo.
Tutti elementi che andavano combattuti e sbattuti in faccia alla società, visto che un artista di questo calibro passa la vita su un palcoscenico.
Se poi ci mettiamo la chitarra di Gilmour dal caratteristico suono elementare ma puro, cristallino, etereo e proveniente da molto lontano (Gilmour sembra sempre sul suo pianeta dove vive da solo, almeno questo sembra dire l'espressione della sua faccia), l'inventiva di Waters (vedi genio), l'atmosfera creata dalle tastiere di Wright e la capacità di amalgamare tutto ciò di Mason, il risultato può solo essere sublime come lo è stato.
Mason non a caso si definisce il "cuoco del bastimento".
Ecco, in The Endless River, tutto questo tormento non c'è e quindi non si avverte.
Non solo Waters era tormentato. Tutti si è tormentati da giovani. Voi non lo siete mai stati? Peccato.
In quest'ultimo disco si sente una cosa carina, sicuramente gradevole, ma priva di corpo. Come un vino dal sapore piacevole appena si beve ma che sembra acqua quando oltrepassa la gola e cade giù nell'esofago come sabbia nella clessidra.
Poche sere fa ho ascoltato una giovane rockband di fenomeni. Uno più virtuoso dell'altro! Suonavano la chitarra, il basso, la batteria e le tastiere con una perizia fenomenale, il cantante aveva una voce perfetta con un'estensione da far invidia a Placido Domingo.
Sullo strumento i Pink Floyd potevano andarsi a nascondere se paragonati a questi qui.
Ma dopo due brani sembravano tutti uguali, tutti suonati come campionature digitali ma invece non lo erano. Mancava la profondità, lo spessore, il senso. Chiamatelo un po' come volete.
The Endless River è perfetto ma da un palco non andrebbe oltre l'approvazione del dentista che lo avrebbe scelto come sottofondo per la sala d'aspetto del suo studio...
Finalmente una musica dei Pink Floyd che si può ascoltare mentre si fa altro!
Provate a leggere qualsiasi cosa con il sottofondo di The Dark Side of The Moon o The Wall, anche a basso volume. Non ci si riesce, la musica prende il sopravvento sui neuroni di chiunque e si finisce per ascoltarla senza riuscire a fare altro.
Io la ricetta non la conosco più di come ho scritto poco fa, ma so solo che tutti i Pink Floyd ante 1992, con o senza Syd Barret -e lo stesso vale per Roger Waters- passavano, anche involontariamente, per il cuore per farsi ascoltare.
The Endless River passa invece solo per le orecchie, come qualsiasi disco, anche di quelli belli.
Attività in montagna invernali ed estive, viaggi, spedizioni, sci, alpinismo, arrampicata, trekking, hiking, ciaspe, ice climbing in: Dolomiti, Alpi, Himalaya, Karakorum, Ande, Patagonia, Africa, Groenlandia, Norvegia, Alaska, Mediterraneo, Medio Oriente
domenica 16 novembre 2014
mercoledì 5 novembre 2014
ALBERTO GRAIA Artista!
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| Alberto Graia |
per fargli giustamente pubblicità.
In realtà sono così belli che "pubblicità" la fanno loro al mio sito. Grazie Alberto!
| Aguglia di Goloritzè |
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| Campanil Basso di Brenta |
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| Campanile di Val Montanaia |
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| catena del Gran Sasso |
martedì 4 novembre 2014
TREKKING IN PATAGONIA Circuito del Paine 11-23 gennaio 2015, 1400€ (+volo) min. 5 pers. e Vuelta del Huemul 24 o 26 dic. 1550€
Promuovo volentieri questo bellissimo trek proposto e accompagnato dal mio amico Francesco Salvaterra che è uno che la Patagonia la conosce bene!
CIRCUITO DE LAS TORRES DEL PAINE nella Patagonia cilena
Date: 11-23 gennaio 2015
Prezzo a pers.: 1400€ (escluso volo)
Iscrizioni e dettagli sul programma:
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| Cuernos del Paine Patagonia Cilena |
CIRCUITO DE LAS TORRES DEL PAINE nella Patagonia cilena
Date: 11-23 gennaio 2015
Prezzo a pers.: 1400€ (escluso volo)
Iscrizioni e dettagli sul programma:
tel. 3475829161 email francesco.salvaterra@hotmail.it
Video per farsi un'idea del posto
Per chi invece avesse a disposizione le vacanze natalizie suggerisco il viaggio di KAILAS da El Chaltén attorno al Cerro Huemul (1550€+volo con partenza il 24 o il 26 dicembre. Durata 13gg.)
Video per farsi un'idea del posto
Per chi invece avesse a disposizione le vacanze natalizie suggerisco il viaggio di KAILAS da El Chaltén attorno al Cerro Huemul (1550€+volo con partenza il 24 o il 26 dicembre. Durata 13gg.)
venerdì 17 ottobre 2014
SERATA PATAGONICA AL MUSEO DELLA MONTAGNA DI TORINO IL 25 novembre
Alle ore 18.30 presso la Sala degli Stemmi presenterò il video MEN IN TENTS girato durante la traversata sullo Hielo Continental Sur dal Paso Marconi al Lago Argentino.
Alle ore 20 sarà offerta un apericena ai presenti.
L'ingresso è libero ma visto il numero di posti limitato è gradita la prenotazione scrivemdo a segreteria@tour2000.it
Venite numerosi!
Alle ore 20 sarà offerta un apericena ai presenti.
L'ingresso è libero ma visto il numero di posti limitato è gradita la prenotazione scrivemdo a segreteria@tour2000.it
Venite numerosi!
mercoledì 1 ottobre 2014
Uno come me, forse orgoglioso, in un "monologo" tra guide alpine
Hervé Gourdel è una guida alpina che ha perso la vita per mano di squilibrati violenti mentre stava
facendo "la guida", ovvero vagava per montagne nuove del nord Africa per soddisfare semplicemente quel senso di curiosità che hanno più o meno tutti quelli che fanno questo mestiere. Anche quando non hanno nessuno legato all'altro capo della corda .
Quante volte mi è capitato, di sentirmi ed essere, esploratore in posti per me nuovi, remoti oppure no, per quell'inguaribile sete di destinazioni insolite e attraenti da poter proporre a eventuali clienti.
A chi non è guida di montagna può apparire freddo e commerciale questo ragionare, ma alla base ci sta una passione fortissima che, e scusatemi la prepotenza, solo una guida di montagna può capire.
Per questo la morte di Hervé mi ha colpito particolarmente.
Non lo conoscevo di persona ma ne avevo sentito parlare, e l'altra "prepotenza" è che nel vedere le sue foto su internet, mi sono riconosciuto come guida nelle sue espressioni, posizioni e movimenti. Si, perché le foto mostrano anche certi movimenti, a chi li sa vedere.
Insomma, noi guide di montagna siamo un po' tutti uguali per certi versi, e lo dico con l'orgoglio che sento e che mai ho avuto in vita mia.
Questo episodio tragico me lo ha fatto venir fuori inaspettatamente, perché non sono mai stato orgoglioso di niente.
Poi ci sarà anche il fatto che era nato a Nizza, sul mare e poco distante da Genova, dove sono nato io, e che faceva la guida sulle Alpi.
Non ho una gran vista, uso gli occhiali ma non per scalare, e qualche giorno fa su una via vicino a casa c'era un'altra cordata che riuscivo a vedere appena perché era molto più bassa di noi. Non distinguevo granché ma vedevo con esattezza che il capocordata era una guida da come si muoveva, e l'avrei riconosciuto anche se fosse stato più lontano e io più orbo.
Nelle foto che ritraggono il povero Hervé ci sono infiniti dettagli che mi fanno sentire profondamente somigliante proprio per queste caratteristiche comuni di prima.
Chi fa il nostro mestiere vagando per montagne di paesi lontani è una persona necessariamente pacifica e predisposta a comprendere l'altro maggiormente di chi magari esercita la professione sulle montagne di casa e poi vota per la Lega (ogni riferimento a persone reali è puramente casuale e l'esempio mi serve solo per andare velocemente al succo del discorso), quindi mi immagino la sorpresa di Hervé quando avrà capito che non c'era più via d'uscita.
A me al massino è successo di essere fermato dai ribelli maoisti del Nepal, armati fino ai denti, ma chiaramente mossi da intenzioni tutt'altro che violente in quell'occasione, per fortuna! E capisco il disagio, ma anche la certezza di farcela usando la propria diplomazia esercitata dalla vita vissuta, in tali situazioni.
Hervé non ce l'ha fatta ed ha purtroppo fatto la fine degli altri malcapitati che lo hanno preceduto in questa folle azione violenta religiosa e irredentista, secondo me sconclusionata e che genera altra inutile violenza.
Il fatto che fosse una guida di montagna (in Francia si chiama così la Guida Alpina) non fa cambiare la tragicità dell'accaduto, ma a me, che sono come lui guida, fa pensare istintivamente a quanto la nostra presenza sulla terra sia precaria e che i pericoli dell'alpinismo tanto acclamati, quando non minacciati, siano solo parte di una relatività inutile che gioca con tempi, luoghi e persone, per noi mortali imprevedibili.
Caro Collega, ti scrivo dallo stesso tuo "ufficio" senza tetto né scrivanie, che siamo tutti eroi perché non ci pieghiamo al sistema e crediamo nella pace, ma proprio perché il nostro ufficio non ha nessun tetto quando cade qualcosa da sopra ci può arrivare sulla testa. E il sasso che ti ha colpito non è caduto accidentalmente da una cengia, ma lo ha scagliato uno come noi che forse non ha trovato la sua "montagna" per sentirsi libero, sereno e quindi in pace. Questa è la cosa triste.
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| Hervé Gourdel, Guida di Montagna delle Alpi Marittime |
Quante volte mi è capitato, di sentirmi ed essere, esploratore in posti per me nuovi, remoti oppure no, per quell'inguaribile sete di destinazioni insolite e attraenti da poter proporre a eventuali clienti.
A chi non è guida di montagna può apparire freddo e commerciale questo ragionare, ma alla base ci sta una passione fortissima che, e scusatemi la prepotenza, solo una guida di montagna può capire.
Per questo la morte di Hervé mi ha colpito particolarmente.
Non lo conoscevo di persona ma ne avevo sentito parlare, e l'altra "prepotenza" è che nel vedere le sue foto su internet, mi sono riconosciuto come guida nelle sue espressioni, posizioni e movimenti. Si, perché le foto mostrano anche certi movimenti, a chi li sa vedere.
Insomma, noi guide di montagna siamo un po' tutti uguali per certi versi, e lo dico con l'orgoglio che sento e che mai ho avuto in vita mia.
Questo episodio tragico me lo ha fatto venir fuori inaspettatamente, perché non sono mai stato orgoglioso di niente.
Poi ci sarà anche il fatto che era nato a Nizza, sul mare e poco distante da Genova, dove sono nato io, e che faceva la guida sulle Alpi.
Non ho una gran vista, uso gli occhiali ma non per scalare, e qualche giorno fa su una via vicino a casa c'era un'altra cordata che riuscivo a vedere appena perché era molto più bassa di noi. Non distinguevo granché ma vedevo con esattezza che il capocordata era una guida da come si muoveva, e l'avrei riconosciuto anche se fosse stato più lontano e io più orbo.
Nelle foto che ritraggono il povero Hervé ci sono infiniti dettagli che mi fanno sentire profondamente somigliante proprio per queste caratteristiche comuni di prima.
Chi fa il nostro mestiere vagando per montagne di paesi lontani è una persona necessariamente pacifica e predisposta a comprendere l'altro maggiormente di chi magari esercita la professione sulle montagne di casa e poi vota per la Lega (ogni riferimento a persone reali è puramente casuale e l'esempio mi serve solo per andare velocemente al succo del discorso), quindi mi immagino la sorpresa di Hervé quando avrà capito che non c'era più via d'uscita.
A me al massino è successo di essere fermato dai ribelli maoisti del Nepal, armati fino ai denti, ma chiaramente mossi da intenzioni tutt'altro che violente in quell'occasione, per fortuna! E capisco il disagio, ma anche la certezza di farcela usando la propria diplomazia esercitata dalla vita vissuta, in tali situazioni.
Hervé non ce l'ha fatta ed ha purtroppo fatto la fine degli altri malcapitati che lo hanno preceduto in questa folle azione violenta religiosa e irredentista, secondo me sconclusionata e che genera altra inutile violenza.
Il fatto che fosse una guida di montagna (in Francia si chiama così la Guida Alpina) non fa cambiare la tragicità dell'accaduto, ma a me, che sono come lui guida, fa pensare istintivamente a quanto la nostra presenza sulla terra sia precaria e che i pericoli dell'alpinismo tanto acclamati, quando non minacciati, siano solo parte di una relatività inutile che gioca con tempi, luoghi e persone, per noi mortali imprevedibili.
Caro Collega, ti scrivo dallo stesso tuo "ufficio" senza tetto né scrivanie, che siamo tutti eroi perché non ci pieghiamo al sistema e crediamo nella pace, ma proprio perché il nostro ufficio non ha nessun tetto quando cade qualcosa da sopra ci può arrivare sulla testa. E il sasso che ti ha colpito non è caduto accidentalmente da una cengia, ma lo ha scagliato uno come noi che forse non ha trovato la sua "montagna" per sentirsi libero, sereno e quindi in pace. Questa è la cosa triste.
giovedì 25 settembre 2014
SERATE PATAGONICHE A SAVONA E A TORINO 8 ottobre e 25 novembre
INOLTRE il giorno 25 novembre farò una serata simile in quel di TORINO presso ilMuseo della Montagna. Dettagli nel post più avanti.
GRAZIE a: PATAGONIA - SCARPA - FERRINO - SIMOND
domenica 3 agosto 2014
SCALATE e ARRAMPICATA Sportiva in DOLOMITI e OFFERTE SPECIALI SCALATA di Settembre
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| Alba su Sella e Sassolungo. Ph. Silvia Grillo |
-VIE NORMALI ALLE CIME PIù FAMOSE
-VIE FERRATE
-VIE SPORTIVE E MONOTIRI
-CORSI ARRAMPICATA
info@marcellocominetti.com
+39.327.7105289
| Marmolada Via Don Quixote VI+ |
Proposta forfait 4°grado
-Spigolo Sud del Sas de Stria
-Via del Buco al Picc. Lagazuoi
-Via Maria al Sas Pordoi
-Spigolo Comici alla Torre Picc. Falzarego
con 1 o 2 alpinisti: €800
| Gr. Sella, falesia Lago Boè (dal 4c al 6a) |
-Spigolo Alverà al Col dei Bos
-Via Dibona alla Torre Grande Falzarego
| Marco Grigis su Compay Segundo |
-Via Myriam alle 5 Torri
con 1 o 2 alpinisti: 900€
Proposta Forfait Grado 6a
-Via Compay Segundo al Coston d'Averau
-Sole e Metallo al Settsass
-Sogni di Gloria al Picc. Lagazuoi
-Re Artù ai Lastoni di Formin/Mondeval
con 1 o 2 alpinisti: 1000€
Note: le 3 offerte hanno un prezzo speciale solamente se accettate come sono proposte. Diversamente ogni singola via ha il costo stabilito dal tariffario ufficiale.
Le offerte hanno validità dal 29 agosto al 10 ottobre 2014
| -ALPINE & SPORT CLIMBING -NORMAL ROUTES to the MOST FAMOUS SUMMITS -VIA FERRATA -CLIMBING SCHOOL | |||
| Tofana di Rozes Via Dimai-Eotwos (IV+) |
| Pelmo, "Passo del gatto" sulla cengia di Ball |
| Tofana di Rozes, Via Normale INTERESSANTI FORFAIT per PIU' USCITE INTERESTING COMBINATION for MORE TRIPS |
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