PATAGONIA IN 10gg. 18-28 DIC. 2960€/8 pers.
PATAGONIA CLASSICA e TIERRA DEL FUEGO TREK
in 10 giorni!
Grazie al miglioramento dei trasporti degli ultimi anni ma anche all' esperienza della guida alpina accumulata in oltre 25 viaggi in Patagonia. Vedremo il meglio, senza perderci niente.
FITZ ROY, CERRO TORRE, GH. PERITO MORENO, TORRES DEL PAINE E TIERRA DEL FUEGO accompagnati da uno dei maggiori esperti italiani
Note Storiche
Nella seconda metà dell’ 800 una folta schiera di europei emigrò (o fuggì) verso le misteriose terre patagoniche in cerca di avventura e soprattutto di fortuna. La Patagonia di quei tempi era terra di nessuno, o meglio così veniva considerata da chi vi giungeva, ma in realtà era, seppur scarsamente, popolata da tribù indigene di diverse razze.
Tra i nuovi coloni, ve ne furono di spietati che degli “indios” fecero vere e proprie stragi (alcuni sono assurdamente ricordati oggi come eroi e benefattori!?) contribuendo a dare inizio alla loro estinzione oggi purtroppo giunta praticamente alla totalità.
Altri coloni invece cercarono di instaurare con i locali dei rapporti improntati alla convivenza, anche se comunque sempre si trattava di estranei giunti in casa d’ altri. Lo spazio era (ed è tutt’ oggi) talmente grande che non vi furono grandi problemi di adattamento, ma l’ ostilità del clima ed un infinità di situazioni, anche politiche, fecero una dura selezione tra i nuovi arrivati, ed i più incontrarono la disperazione anziché la fortuna.
Pochi uomini, decisamente intelligenti ed abili, riuscirono ad appartarsi nelle zone più ostili ed isolate dove la loro venuta influì poco sui precedenti abitatori, ma per poco che si trattasse la loro storia si intrecciò sempre con quella degli “indios”, nel bene e nel male.
Questi uomini capirono fin da subito che la guerra bisognava farla, si ma contro le avversità del clima, i puma, le piene dei fiumi e soprattutto la solitudine e la desolazione, cose che gli indios avevano nei loro geni ma inglesi, tedeschi, scandinavi e italiani sicuramente no, e se per poco, non nella stessa misura.
La loro filosofia, se così possiamo chiamarla, si può riassumere nella frase del colono danese Andreas Madsen: laggiù incontrai il sogno della mia infanzia, grandi spazi e terre senza padrone…
Un libro consigliato, tra i molti: Ande Patagoniche di A. De Agostini ed. Vivalda.
Tierra del Fuego
Il missionario britannico anglicano Allen Gardiner fu il primo uomo bianco (1848) che cercò di stabilire un contatto “umano” con gli indios yamanas, yagan, alacaluf (o kaweskar) e poi onas (o selknam) che popolavano coste ed interno della Terra del Fuoco. Provenuto delle isole inglesi Malvinas o Falklands gli toccò una sorte drammatica: venne barbaramente ucciso dagli indios con il suo gruppo di missionari. Gli fecero seguito altri missionari ai quali toccò la stessa nefasta sorte… finchè non giunse laggiù un uomo sicuramente singolare: il reverendo George Pakenham Despard. Costui aveva un piccolo figlio adottivo (Thomas Bridges) che aveva imparato la lingua degli indios che le precedenti spedizioni avevano “rapito” portandoli alle Falklands con la scusa dell’ evangelizzazione e della civilizzazione (lecito nutrire dei dubbi sulla buona fede di queste manovre che avevano visto il loro “culmine” nella deportazione in Inghilterra di tre individui al fine di insegnare loro la civiltà e la lingua inglese con lo scopo di poi civilizzare tutti gli altri indios, per opera del Capitano James Fitz Roy e dello studioso Charles Darwin). Questo fatto costruì comunque il “ponte” tra le due civiltà e fu l’ inizio della colonizzazione “bianca” in Terra del Fuoco a cui fecero seguito la fondazione della città di Ushuaia nel 1871 e la costruzione dell’ estancia Harberton nel 1887 da parte della famiglia Bridges.
Chi conosce la lingua inglese può leggere “The Uttermost part of the Earth” di Lucas Bridges tradotto anche in lingua spagnola con il titolo di: El Ultimo confin de la Tierra.
PATAGONIA
Spazi immensi, montagne che lasciano senza fiato, insieme naturale selvaggio, rude e di bellezza superlativa, sono solo alcuni degli elementi che dovrebbero motivare il visitatore ad intraprendere un viaggio alla fine del mondo. Genti cordiali, molte testimonianze che parlano la nostra lingua, il vento implacabile che diventa un amico, il cielo con le nuvole rosse, animali curiosi e vicende umane incredibili rappresentano il resto, e… non è tutto. Abbiamo voluto iniziare introducendo la Patagonia come nessuno fa, ovvero attraverso la sua storia, che crediamo sia la principale chiave di lettura di una terra straordinaria ed ammaliatrice come nessun altra al mondo.
Abbiamo studiato un programma che pur percorrendo luoghi classici e famosi presenta sempre piccole varianti per renderlo più originale e diverso dai soliti. Questo è stato possibile solo grazie alla nostra esperienza più che ventennale nell’ area patagonica che ci auguriamo noterete e sappiate apprezzare.
Numero minimo: 8 pax
Paese Argentina e Cile Pernottamenti: albergo, rifugio, ostelli
Tipo: trekking
Date: 18-28dicembre 2011
Durata: 10 gg.
Accompagnamento: Guida Alpina Marcello Cominetti
Impegno: facile
Quota base: € 2960 min.8 partecipanti
Supplemento sgl: a richiesta
Note: Quota iscrizione: € 40 (include polizza medico-bagaglio e gadget da viaggio)
Programma giornaliero (possono esservi variazioni)
1 Partenza dall’Italia. Vedi Piano Voli, gli appuntamenti definitivi verranno comunicati con il foglio notizie pre-partenza
2 ARGENTINA. Arrivo a Buenos Aires (Ezeiza-Pistarini), volo in coincidenza per El Calafate, arrivo e sistemazione in albergo.
3 CALAFATE – EL CHALTEN. Trasferimento in tarda mattinata (per riprendersi dal lungo viaggio) al villaggio di El Chaltèn, in bus ca 3 ore, (in idioma teuelche=montagna che fuma perché creduto erroneamente un vulcano) nel cuore della Cordillera Patagonica Australe, costeggiando il Lago Argentino, attraversando il Rio Santa Cruz ed il Rio La Leona e bordeggiando l’ immenso Lago Viedma dove proprio di fronte a noi si getta l’ omonimo ghiacciaio, lingua laterale dello sconfinato Hielo Patagonico Sur,il più grande ghiacciaio continentale della Terra. Proseguendo nella luce alta del pomeriggio il Fitz Roy ed il Cerro Torre appaiono al fondo dell’ immensa pianura e sembra di toccarli ma… distano centinaia di km. e via via che ci si avvicina a loro ci si rende conto delle enormi dimensioni di queste montagne alte poco più di 3000 m. ma noi siamo a 300 (!), che rappresentano per gli alpinisti di tutto il mondo una delle più grandi sfide. Dopo essere arrivati ci verranno mostrati dai Guardaparques alcuni aspetti della zona ed alcune regole e consigli per muoverci all’ interno del Parque Nacional Los Glaciares. Sistemazione in ostello.
4 CHALTEN – FITZ ROY. Trekking dal villaggio fino a Laguna de Los Tres Glaciares ai piedi del versante est del Fitz Roy passando per il Campo Base degli alpinisti di Rio Blanco, visita della Laguna di Piedra Blanca dove un ripido e seraccato ghiacciaio si getta nel lago facendo precipitare enormi blocchi di ghiaccio. Si rientra al villaggio in parte per sentiero diverso solamente se le acque permettono di attraversare il Rio Blanco, altrimenti si rientra per lo stesso sentiero. Ca. 6 ore.
5 CERRO TORRE. Trekking dal villaggio fino a Laguna Torre ai piedi del Cerro (=montagna) omonimo, con visita ai Campi Base degli alpinisti (Campi Maestri e Bridwell). L’ immagine della più difficile montagna del mondo che offre questo belvedere è quella classica delle foto più viste ovvero quella del versante sud e dello spigolo lungo il quale Cesare Maestri e compagni si arrampicarono in 53 giorni nel 1970 utilizzando il famoso compressore per forare la roccia per introdurvi i chiodi necessari alla progressione della cordata. Il compressore è ancora appeso lassù a pochi metri dalla cima. Si vedono anche i satelliti di questa incredibile cima: Torre Egger, Cerro Standhart, Cerro Solo e i gruppi dell’ Adela e Cerro Grande. Rientro al villaggio (ca. 5 ore) e rientro a El Calafate in bus. Sistemazione nello stesso ostello del g.2.
6 GLACIAR PERITO MORENO. A 80 km. da El Calafate troviamo il Ghiacciaio Perito Moreno, una lingua di ghiaccio larga 3 km e lunga 25 che scende dalle cime tempestose dello Hielo Continental fino al Lago Argentino su cui si affaccia anche El Calafate. Il ghiacciaio è famoso perché dagli anni ‘40 fino al 1986 ogni 4 anni formava una diga di ghiaccio che separava i bracci Sur e de los Tempanos (=icebergs) creando un dislivello delle acque che raggiunta una certa consistenza sfondava la diga di ghiaccio offrendo ai visitatori uno spettacolo apocalittico senza uguali. Vista la regolarità del fenomeno, nei giorni vicini alla “ruptura” migliaia di osservatori provenienti da tutto il mondo si accampavano sul posto a debita distanza di sicurezza, dove oggi una passerella in legno costituisce l’ accesso turistico a questa meraviglia della natura. La nostra escursione include anche una camminata a piedi di ca. 2 ore che ci permette di vedere da molto vicino (sempre tenendoci a debita distanza di sicurezza) le muraglie di ghiaccio verticali alte oltre 50 metri da dove continuamente cadono blocchi di ghiaccio grandi come palazzi e che sollevano onde d’ acqua impressionanti. L’ escursione si fa da Calafate con minibus privato e dura tutto il giorno con rientro intorno alle ore 16 consentendo il tempo di fare lo shopping o altro nel paese.
7 CILE, TORRES DEL PAINE. Paine in antica lingua indigena teuelche significa azzurro. Di buon mattino e dopo una giornata rilassante, si parte in minibus alla volta della frontiera cilena per poi raggiungere il Parque Nacional Torres del Paine. Il viaggio lungo la polverosa sterrata durava ca. 5 ore, ma oggi con l‘ asfalto i tempi si dimezzano quasi, e permette di venire a contatto con la steppa patagonica semi pianeggiante, punteggiata di laghi e piccoli corsi d’ acqua dove vivono colonie di anatre variopinte e le pecore si inseguono all’ orizzonte nel vento… E’ qui che si ha l’ impressione più ampia di quello che sono gli spazi patagonici dove il cielo e le sue nuvole lenticolari costituiscono il soffitto immaginario di una stanza ciclopica. Giunti al parco, dopo averlo attraversato tutto ci concediamo una passeggiata sulle rive del lago Grey per vedere da vicino il ghiacciaio omonimo e i suoi icebergs sospinti dal vento. Rientro a El Calafate in serata. Ostello.
8 TIERRA DEL FUEGO. Ci imbarchiamo la mattina sul volo per Ushuaia la capitale dell‘ Isola di Tierra del Fuego. Poco più di un‘ ora di volo ci sbarcano nella città più meridionale del mondo dove ci concediamo un‘ escursione marina per vedere la fauna e la flora locali nel mezzo del Canal Beagle. Al rietnro c‘ è tempo per lo shopping, visto che Ushuaia è un noto porto franco per gli appassionati di questa strana attività. Ostello
9 BUENOS AIRES.Mattinata libera per vistare la città o fare una breve ulteriore escursione opzionale. Nel primo pomeriggio volo per Buenos Aires e in coincidenza volo per l’italia.
10 Arrivo in Italia
Nota sui pasti: la 1^colazione è sempre compresa. A pranzo si mangia al sacco comprando il cibo il giorno prima secondo proprio gusto e quantità. A cena si va nei numerosi e conventienti ristorantini che si trovano nei luoghi visitati. Questo collaudato sistema permette di non spendere inutilmente soldi in più.
Le quote comprendono
Voli di linea in classe economy, tutti i trasferimenti a terra in bus pubblico e/o privato, 1^ colazione, escursione al Gh. Moreno, sistemazioni in camere doppie con bagno a El Calafate, sistemazioni in ostello in camere quadruple con bagno ai piani a El Chaltèn, sistemazione in camere doppie con bagno a Ushuaia, sistemazione in camere doppie con bagno in albergo 3* a Buenos Aires, guida alpina e sue spese.
Quota iscrizione di 40€
assicurazione medico–bagaglio e gadget da viaggio, spedizione a domicilio documenti di viaggio (se necessario).
Le quote non comprendonoEventuali assicurazioni facoltative (richiedere informazioni), pasti dove non compresi (leggete bene il programma), ingressi a parchi, musei e spettacoli, tutto quello non menzionato in “Le quote comprendono”; tasse aeroportuali locali, mance ed extra in genere.
Organizzazione tecnica: Il Nodo Infinito Tour Operator di Modena
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